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Nei casi in cui l’ansia è molto forte e sfocia in un attacco di panico, non è raro cominciare a provare sensazioni insolite, sia sul piano fisico, sia mentale. Quando poi questi episodi diventano frequenti e queste sensazioni insistenti, i pensieri e le preoccupazioni si rincorrono e si fa strada la paura di impazzire.

Questo fenomeno è noto con il nome di psicopatofobia, una paura, appunto, che non significa in alcun modo che la follia stia davvero prendendo il controllo.

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Ma più la paura di impazzire e i pensieri negativi si fanno insistenti, più aumentano il livello di ansia e l’intensità degli attacchi di panico che, a loro volta, accrescono la forza della paura stessa, mettendo in moto, così, un circolo vizioso che deve essere spezzato il più presto possibile.

paura di impazzire e ansia

Ma come può l’ansia provocare la paura di impazzire?

Paura di impazzire e ansia: che legame c’è

Durante gli attacchi d’ansia la sensibilità verso il proprio corpo aumenta a dismisura: ogni sensazione, anche la più flebile, può essere interpretata come segnale di una malattia che non fa che gettare benzina sul fuoco e aumentare la paura di impazzire.

Spesso, inoltre, si sommano altri sintomi della somatizzazione dell’ansia, che, in quanto tali, non hanno alcuna origine organica.

L’ansia porta con sé preoccupazioni immotivate, pensieri assurdi e ossessivi sul proprio stato di salute mentale e fisica. In molti casi, questa escalation negativa spinge addirittura la persona a non accettare le diagnosi rassicuranti dei medici e rafforzare la propria convinzione di avere un grave problema.

Tuttavia la realtà è ben diversa: non si può impazzire da un momento all’altro. Generalmente, infatti, le patologie psichiatriche gravi si manifestano nel corso dello sviluppo della persona con segnali evidenti di un qualcosa che non va.

La paura di impazzire, o psicopatofobia, scatenata dall’ansia, è una reazione a una condizione di particolare e intenso stress emotivo, che può causare stati di confusione mentale, senso di stordimento, derealizzazione o depersonalizzazione, ma che non pregiudica in alcun modo le facoltà mentali della persona.

Come l’ansia genera la paura di impazzire

Per riuscire a smettere di avere paura di impazzire occorre dapprima capire come funziona il meccanismo che provoca questa spiacevole sensazione.

Quando ci si trova di fronte a un pericolo, l’organismo reagisce con una serie di cambiamenti fisiologici utili per mettersi in salvo, contrastando la minaccia o fuggendo.

ansia e paura di impazzire

È il cosiddetto meccanismo di attacco e fuga, che governa la paura e l’ansia.

Infatti, è paura quando il pericolo è reale, tangibile, ma queste reazioni si possono verificare anche quando queste minacce sono immateriali e in questi casi si parla di ansia.

In alcune circostanze, però, il cervello può interpretare male i segnali che gli arrivano dall’esterno e riconoscere dei pericoli anche quando non esistono. Quando i sintomi dell’ansia si intensificano può insorgere la paura di non riuscire a controllarli che ha come effetto una loro amplificazione. Questa è, a grandi linee, la descrizione di un attacco di panico, ovvero la paura della paura.

Gli attacchi di panico possono manifestarsi sia come reazione a un particolare stimolo (eventi o situazioni particolari), sia improvvisamente e senza apparente motivo. Proprio per questo sono fonte di angoscia e pensieri irrazionali e negativi, come, appunto, la paura di impazzire o, peggio, di morire.

Gli attacchi di panico si manifestano, inoltre, con una serie di sintomi fisici anche invalidanti. Ad esempio:

Come superare la psicopatofobia e smettere di aver paura di impazzire?

Non sarà semplice, ma la prima cosa da fare, quando stress e ansia spalancano la porta alla paura di impazzire, è cercare di convincersi che non sta succedendo veramente, ma che è un segnale di qualcosa che non va, di un disagio a cui però, nella stragrande maggioranza dei casi, è possibile porre rimedio.

paura di impazzire

Uno psicoterapeuta potrà sicuramente aiutare a capire come. La psicoterapia cognitivo comportamentale, ad esempio, può essere molto efficace per imparare a gestire i sintomi dell’ansia. Questo tipo di percorso può aiutare ad accettare le sensazioni e i sintomi del disturbo ansioso senza averne paura e aumentare la consapevolezza di avere i mezzi per fronteggiarli.

Anche delle sedute di meditazione possono essere utili. Ad esempio la meditazione mindfulness aiuta a riprendere consapevolezza di sé e focalizzare la propria attenzione sul qui e ora.