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Si è spesso abituati a pensare all’ansia come a un senso di eccessiva preoccupazione, ma chi soffre di questo disturbo probabilmente ha già sperimentato come i sintomi dell’ansia possano essere molto più variegati, partendo dalle manifestazioni fisiche, fino a un senso di stordimento, confusione mentale o vertigini.

Dal punto di vista scientifico, lo stordimento può essere definito come un disturbo delle capacita cognitive e dello stato di coscienza, e può essere causato da diversi fattori.

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Nonostante lo stordimento e la confusione mentale possano avere diverse origini (ad esempio infezioni, assunzione di determinati farmaci o sostanze psicoattive, traumi, privazione del sonno, intossicazioni), non è raro che essi siano generati dall’ansia. Ecco perché.

Come l’ansia è causa di stordimento?

Il legame tra ansia e vertigini, stordimento e confusione mentale è ben noto fin dall’antichità e sono molti gli studi che lo dimostrano.

L’ansia è una componente del tutto naturale della sfera psicologica di ogni persona.

Deriva da quell’insieme di reazioni che il corpo umano mette in atto quando è in corso una situazione di percolo. In questi casi, infatti, una serie di rapidi cambiamenti permettono all’uomo di evitare le minacce, reagire e mettersi in salvo velocemente.

ansia e stordimento

Quando questo insieme di reazioni fisiche e psichiche si manifesta, però, anche in totale assenza di una concreta minaccia, in modo imprevedibile e incontrollabile, si parla di ansia.

Può capitare che l’ansia vada del tutto fuori controllo e, in questi casi, da arma di difesa rischia di trasformarsi in un vero e proprio disturbo, con un bagaglio di conseguenze e sintomi, psichici e fisici, che possono raggiungere un’intensità tale da mettere a repentaglio la capacità della persona di vivere normalmente la propria quotidianità.

Le manifestazioni fisiche dell’ansia sono molte, più o meno intense a seconda dei casi specifici. Uno dei principali segnali che dovrebbero far pensare all’ansia come causa dello stordimento, infatti, è la comparsa, in concomitanza, di alcuni di questi sintomi:

Stordimento da ansia o vertigini: quale differenza?

stordimento da ansia e vertigini

A volte non è facile distinguere lo stordimento da ansia dalle vertigini vere e proprie: lo stordimento, infatti, può creare difficoltà anche a livello di equilibrio e percezione di sé nello spazio.

Tuttavia, è possibile distinguere lo stordimento da ansia dalle vertigini provocate, ad esempio, da un’infiammazione dell’area cervicale, prestando attenzione ad alcuni fattori.

  1. Il senso di stordimento si accompagna alla confusione mentale
  2. Il disturbo si manifesta soprattutto in concomitanza con paura, preoccupazioni, forti tensioni e stress
  3. La vertigine da ansia è percepita come uno stordimento interno: ci si sente girare la testa, mentre in caso di vertigini sembra essere il mondo esterno a muoversi.
  4. Lo stordimento da ansia aumenta se si è esposti a stimoli visivi intensi.

Per determinare se lo stordimento è legato all’ansia, è consigliabile escludere la possibile presenza di cause fisiche, tramite esami diagnostici prescritti dal medico. Una volta avuta conferma che lo stordimento dipende dall’ansia, si può intervenire per risolvere il disturbo.

Rimedi per lo stordimento da ansia e la confusione mentale

Le vertigini da stress, come abbiamo visto, non insorgono a causa di un disturbo fisico, ma sono conseguenza di manifestazioni ansiose, come:

  • tensione muscolare provocata dall’ansia
  • respiro corto e affannoso
  • stress, che sovraccarica il sistema nervoso centrale.

Di conseguenza, per poter eliminare questo sintomo, è necessario agire su ciò che lo provoca, ovvero trovando rimedio all’ansia che è all’origine dello stato di stordimento.

In questi casi è fondamentale intervenire su due fronti: se, da una parte, è utile individuare strategie da mettere in atto per contrastare gli attacchi di panico o i picchi di manifestazione ansiosa, più a lungo termine sarà importante individuare la giusta terapia per eliminare del tutto, o comunque tenere sotto controllo, il disturbo d’ansia.

ansia e confusione mentale

Quindi, nel primo caso sarà lo specialista a valutare la necessità di intraprendere una terapia farmacologica utile per bloccare nell’immediato gli attacchi e riacquistare da subito, anche se solo in parte, la serenità. Nel secondo, la strada suggerita potrebbe essere un percorso di psicoterapia, che può essere di diverso tipo a seconda dei casi.

A questi due pilastri fondamentali può, poi, essere utile affiancare una serie di attività parallele: lo Yoga, il Training Autogeno, la meditazione Mindfulness, ma anche la pratica di esercizi mirati di respirazione o, ancora, l’apprendimento di varie tecniche di rilassamento sono tutti strumenti efficaci nel trattamento dei disturbi ansiosi.