Meditazione per l’Ansia: le Prove Scientifiche

La paura è un sentimento negativo, a meno che non ci troviamo di fronte una minaccia reale con la necessità di combattere o fuggire. L’utilità della paura è minima nella vita quotidiana, in particolare sotto forma di ansia.

Gli eventi stressanti possono produrre, in quasi tutte le persone, stati di ansia a breve termine che scompaiono dopo quel determinato evento.

Ma per tutte quelle persone che soffrono di disturbi generalizzati di ansia, si tratta di una condizione cronica dalla quale non riescono ad uscire.

Essere in uno stato di ansia cronica può limitare gravemente ogni attività e relazione sociale quotidiana.

Probabilmente sapete già se siete persone che tendono a preoccuparsi eccessivamente. In realtà, se si soffre di ansia cronica, i suoi sintomi possono venire innescati anche dalla più piccola cosa: pensieri di paura che riguardano le proprie finanze, la famiglia, la salute e ciò che accade sul luogo di lavoro.

Ma prima di esporre le evidenze scientifiche che mettono in relazione la possibilità di curare e attenuare gli attacchi d’ansia attraverso la meditazione, è doveroso sottolineare che chi soffre di forti stati di ansia dovrebbe prima di tutto rivolgersi ad uno psicoterapeuta.

Meditazione e Ansia

Una ricerca condotta dagli scienziati della Scuola di Medicina dell’Università John Hopkins ha dimostrato che la meditazione può ridurre in modo significativo i sintomi di ansia e depressione.

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Basterebbero infatti circa 30 minuti di meditazione al giorno per attenuare gli stati di ansia e depressione.

Molte persone usano la meditazione, anche se non intesa come una terapia medica in senso tradizionale, ma nello studio condotto da Madhav Goyal, assistente professore di medicina interna presso la Johns Hopkins University, la pratica della meditazione ha fornito un sollievo maggiore ai soggetti che soffrivano di ansia e depressione rispetto ai risultati che sono stati riscontrati con l’uso dei medicinali antidepressivi.

Goyal e i suoi colleghi hanno scoperto che la cosiddetta “meditazione consapevole” – derivante da una forma di auto-consapevolezza buddista praticata per concentrare la propria attenzione non giudicante sulla realtà circostante – si è anche dimostrata efficace nell’alleviare il dolore e alcuni sintomi dello stress.

Per approfondire questi risultati, gli scienziati si sono concentrati su 47 studi clinici che hanno riguardato 3.515 partecipanti. Tra questi vi erano soggetti che attraverso la meditazione hanno ricevuto miglioramenti notevoli rispetto ai vari problemi di salute mentale e fisica di cui soffrivano, tra cui la depressione, l’ansia, lo stress, l’insonnia, l’uso di sostanze, diabete, malattie cardiache e dolori cronici.

Dopo un programma di formazione di otto settimane sulla meditazione di consapevolezza (Mindfulness), gli individui che partecipavano allo studio scientifico hanno registrato l’evidenza di un reale miglioramento sui sintomi di ansia, depressione e dolore, ma non c’erano abbastanza dati per poter verificare che questi miglioramenti sullo stress si riflettessero anche sulla qualità della vita in generale.

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Negli studi che hanno seguito i partecipanti anche per i sei mesi successivi all’esperimento di formazione sulla meditazione, i miglioramenti in genere continuavano e non è mai stato registrato alcun “effetto collaterale” o comunque negativo.

La meditazione o Mindfulness, come fa notare anche Goyal, ha una lunga storia di tradizioni orientali alle spalle, e la sua popolarità è cresciuta molto velocemente nel corso degli ultimi 30 anni anche nella nostra cultura occidentale.

Molte, troppe persone hanno però questa idea sbagliata che la meditazione significhi semplicemente stare seduti e non fare nulla, ma non è affatto così.

La meditazione è un vero e proprio allenamento per il nostro cervello, una formazione attiva della mente per aumentare la consapevolezza, ed esistono diversi programmi di meditazione che permettono di avvicinarsi a questo obiettivo.

Il tipo di meditazione di consapevolezza che si è dimostrata più efficace, è quella praticata in genere da 30 a 40 minuti al giorno e che conduce primariamente all’accettazione di sentimenti e pensieri senza giudizio, con il positivo effetto collaterale di un benefico relax del corpo e della mente.

Anche se Goyal afferma che “I programmi di meditazione sembrano avere risultati che vanno al di là dell’effetto placebo”, egli avverte che sono ancora necessari ulteriori studi per chiarire tutti gli effetti che si possono ottenere da questi programmi di meditazione, così come non è ancora verificato se esiste una relazione diretta tra l’aumento del tempo dedicato alla pratica di meditazione e gli effetti positivi che ne conseguono.