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Soffrire di ansia da lavoro è una condizione che può spaventare molto: per sconfiggere l’ansia occorre eliminare le cause che la provocano, ma come si può fare una cosa del genere quando quei fattori scatenanti risiedono proprio nel luogo in cui ci si deve per forza recare ogni giorno?

In realtà, quando si parla di eliminare le cause dell’ansia, non ci si riferisce per forza a decisioni drastiche e immediate come licenziarsi o cambiare lavoro: sebbene in alcuni casi questa possa essere una condizione auspicabile a lungo termine, ciò che davvero risulta necessario è individuare i fattori che, all’interno dell’ambiente lavorativo, provocano le crisi d’ansia e mettere in atto dei rimedi, dei processi mentali e degli schemi comportamentali che consentono di tenere sotto controllo le proprie reazioni emotive, per subirne meno le conseguenze a livello di stress e di somatizzazione.

È possibile superare l’ansia da lavoro imparando a gestire diversamente gli accadimenti esterni e le proprie emozioni: il modo di farlo varia a seconda di molti fattori, tra i quali la gravità dei livelli di ansia e stress, i sintomi e la loro intensità, gli specifici fattori scatenanti. Scopri quale tipo di ansia da lavoro sta compromettendo la qualità della tua vita e cosa fare per sconfiggerla.

I sintomi dell’ansia da lavoro

I sintomi dell’ansia da lavoro possono variare da persona a persona, anche in base alla causa scatenante: le reazioni a una mole di lavoro eccessiva con la quale confrontarsi per troppo tempo possono essere diverse da quelle legate, ad esempio, al mobbing, ovvero al fatto di essere vittima di comportamenti fortemente vessatori da parte dei colleghi o dei propri superiori.

Possiamo però individuare alcuni campanelli d’allarme generici ai quali prestare attenzione: se ti riconosci in questi sintomi e se senti che sono presenti da tempo nella tua vita, influenzando le tue capacità sul lavoro e anche la tua vita privata, probabilmente soffri di ansia lavorativa ed è il momento per te di porvi rimedio.

I sintomi psicologici

I sintomi mentali dell’ansia da lavoro possono presentarsi dapprima in sordina, per poi estendersi e divenire invalidanti, conquistando ogni spazio della giornata: anche quando sei a casa, il tuo pensiero corre ossessivamente al lavoro. La domenica, anziché rilassarti e goderti il tempo libero, inizi a sentire un senso di ansia, che cresce di intensità mano a mano che si avvicina la sera. Probabilmente la situazione inizia a minare anche la tua autostima: ti senti spesso incapace, frustrato, timoroso del giudizio dei colleghi o dei superiori, sei soggetto a sensi di colpa e sbalzi d’umore.

Ansia da lavoroLa notte, inoltre, non riesci ad addormentarti o ti svegli di frequente, senza più riuscire a prendere sonno: spesso, l’ansia da lavoro si manifesta anche attraverso l’insonnia. Sul luogo di lavoro la situazione non migliora: fatichi a concentrarti, ti senti costantemente in tensione e agitazione, vivi in perenne bilico tra la preoccupazione e la vera e propria ansia anticipatoria, ovvero una forma d’ansia che si manifesta con il timore ricorrente di situazioni complesse da gestire che potrebbero presentarsi.

Questi sintomi dell’ansia, se presenti per breve tempo in relazione a periodi lavorativi particolarmente impegnativi o legati a profondi cambiamenti, possono essere naturali e risolversi da soli in breve tempo. Se, però, persistono o aumentano d’intensità, stai facendo i conti con uno stato d’ansia che necessita di un po’ d’aiuto per essere superato.

I sintomi fisici

Siamo spesso portati a ignorare i sintomi dell’ansia fino a quando non coinvolgono anche il nostro corpo: talvolta è solo in questo modo che diventano evidenti a noi stessi. L’ansia da lavoro può manifestarsi attraverso diversi tipi di sintomi fisici, che possono comparire parzialmente oppure tutti insieme. I principali sono:

  • senso di agitazione
  • sudorazione improvvisa
  • difficoltà di concentrazione
  • stanchezza sproporzionata rispetto alle attività svolte
  • tremori
  • tachicardia
  • cefalee
  • mal di stomaco
  • dolori muscolari diffusi.

Talvolta le crisi d’ansia possono sfociare in veri e propri attacchi di panico, con sintomi fisici ancora più intensi che comprendono anche difficoltà a respirare, insensibilità e formicolio che coinvolgono diverse parti del corpo, vista annebbiata, sensazione di morte imminente anche in assenza totale di pericoli. Gli attacchi di panico possono insorgere all’improvviso e in qualsiasi momento, anche quando ti trovi lontano dal lavoro e stai pensando a tutt’altro.

I diversi tipi di ansia da lavoro

Se associare il tuo stato d’ansia a una causa imputabile al lavoro può essere relativamente semplice, vale la pena indagare un po’ più a fondo per comprendere più in dettaglio i processi che ti hanno portato a questo stato negativo. L’ansia da lavoro, infatti, può declinarsi in modi diversi e ciò può fare la differenza dal punto di vista dei rimedi da mettere in atto e delle terapie da intraprendere.

Ansia reattiva da lavoro

L’ansia reattiva da lavoro è legata a una specifica situazione. È una forma d’ansia che si manifesta in reazione a un evento traumatico, oppure a un prolungato periodo di forte stress emotivo: può insorgere anche dopo qualche mese dall’evento scatenante, per poi radicalizzarsi. Per questa ragione, non è sempre facile riconoscerla o individuare l’esatto fenomeno scatenante: in questi casi, ripercorrere i cambiamenti o i periodi di stress ai quali si è stati sottoposti nei mesi precedenti può aiutare a far luce sul processo che ha portato alle crisi d’ansia.

Ansia da prestazione lavorativa e paura di sbagliare

L’ansia da prestazione sul lavoro si lega in modo particolare al timore di non essere all’altezza dei propri compiti e delle proprie mansioni. Si manifesta con uno stato di agitazione che si placa soltanto nei fine settimana e durante le vacanze, quando ci si trova lontani dall’ambiente lavorativo, per poi tornare a comparire durante la settimana. La paura di sbagliare che pervade chi soffre di ansia da prestazione lavorativa si manifesta con una tendenza a rimuginare sopra ogni azione e rileggere ogni compito svolto in chiave ipercritica e negativa. Chi soffre di ansia da prestazione lavorativa mostra un atteggiamento eccessivamente perfezionista e una particolare sensibilità a qualsiasi critica possa venirgli rivolta, fino a danneggiare i rapporti interpersonali sul posto di lavoro.

tavolo di lavoroQuesti sentimenti possono valicare l’orario lavorativo e compromettere anche la qualità della vita a casa: si finisce per parlare in continuazione del proprio lavoro e mostrare irritabilità, frustrazione, sbalzi d’umore. Non esistono ruoli o lavori che comportano più ansia da prestazione di altri: certamente ruoli di alta responsabilità possono influenzare l’insorgere di questo disturbo, ma esso può manifestarsi indipendentemente dalla tipologia di mansione svolta. Dipende, piuttosto, dalla soggettiva percezione della responsabilità e delle aspettative da soddisfare.

Una particolare categoria a rischio, ad esempio, è quella dei freelance o liberi professionisti: l’assenza di orari di lavoro prestabiliti, infatti, può comportare un sovraccarico di lavoro che, a lungo andare, può sfociare in stati ansiosi. Una corretta gestione del tempo, con pause frequenti e la determinazione netta di spazi fisici e mentali del luogo di lavoro, è un primo passo per combattere questo tipo di ansia.

Ansia da primo giorno di lavoro

Un’altra manifestazione molto comune di ansia lavorativa è quella che colpisce chi deve affrontare il primo giorno di lavoro, sia esso il primo in assoluto, sia il primo in un nuovo ruolo o nuova azienda. Un po’ di agitazione prima di un grande cambiamento è un fenomeno completamente naturale, che non rientra necessariamente nel quadro patologico dell’ansia.

Questo stato di agitazione, però, può essere spia di altre tipologie di ansia: se, ad esempio, l’agitazione è tale da compromettere la qualità della vita anche per un periodo di tempo molto lungo precedente l’evento, è possibile che si tratti di una manifestazione di ansia anticipatoria, che la persona potrà quindi accorgersi di sperimentare ogni volta vi sia un cambiamento da affrontare.

Allo stesso modo, se l’ansia legata al primo giorno di lavoro non si risolve entro pochi giorni dall’assunzione della nuova posizione lavorativa, questo stato di agitazione potrebbe rivelare la presenza di una più ampia ansia generalizzata sulla quale intervenire per combattere anche l’ansia da lavoro.

La differenza tra stress e ansia da lavoro

Spesso stress e ansia vengono utilizzati come sinonimi, ma si tratta in realtà di due termini con connotazioni differenti, che è importante saper riconoscere per poter intervenire in modo corretto sui sintomi e sulle cause e arrivare all’eliminazione di entrambi i disturbi.

Stress e ansia sono due condizioni strettamente correlate: spesso il primo, presente in modo prolungato, diviene causa della seconda. A differire sono soprattutto le cause scatenanti e le emozioni correlate: mentre l’ansia può insorgere anche da preoccupazioni legate a un singolo evento, lo stress solitamente è dato da un più lungo periodo nel quale si è posti – o ci si sente – sotto pressione, ad esempio per un carico di lavoro troppo elevato.

Lo stress si manifesta principalmente con un senso di agitazione, nervosismo, stanchezza, frustrazione per la difficoltà a raggiungere gli obiettivi o portare a termine tutti i compiti stabiliti. L’ansia, invece, si manifesta maggiormente con un senso di preoccupazione, talvolta completamente slegato da effettivi avvenimenti: è il caso, ad esempio, dell’ansia anticipatoria che spinge a immaginare situazioni catastrofiche prima che esse si verifichino e senza che vi siano indizi in tal senso.

Dover affrontare un periodo di stress è abbastanza comune e capita a tutti, nella vita. Riconoscerne la presenza, però, permette di poterlo tenere sotto controllo e di accertarsi che le cause scatenanti non vengano protratte troppo a lungo nel tempo, per evitare che il disturbo divenga cronico e origini, come conseguenza, uno stato d’ansia più difficile da eliminare.

Stress lavoro correlato

Questo particolare stato di stress, percepito dai lavoratori come uno squilibrio tra le proprie capacità e possibilità rispetto alle aspettative da parte del suo ambiente lavorativo, viene definito stress lavoro correlato. Si tratta di un disturbo a tutti gli effetti riconosciuto, con sintomi evidenti come:

  • calo delle prestazioni
  • difficoltà a concentrarsi
  • agitazione
  • stanchezza
  • tachicardia
  • sudorazione eccessiva
  • iperventilazione
  • insonnia
  • sbalzi d’umore.

Di fronte a questi sintomi è bene consultare il proprio medico: in assenza di un’adeguata terapia, lo stress potrebbe radicalizzarsi sfociando in ansia e in veri e propri attacchi di panico. La normativa italiana riconosce il diritto di assentarsi dal lavoro e di usufruire dei giorni di malattia previsti dal proprio contratto in caso di stress da lavoro correlato, che deve essere certificato dal medico. Talvolta, qualche giorno di relax può essere sufficiente per superare il problema, soprattutto quando lo stress è causato dal troppo lavoro. È necessaria invece una terapia più complessa se il disturbo è particolarmente intenso o si è protratto a lungo nel tempo.

Depressione da lavoro

Quando si parla di disturbi dipendenti dal lavoro, occorre fare distinzione non solo tra ansia e stress, ma anche tra ansia e depressione: questi due disturbi, infatti, vengono spesso confusi o assimilati, complice il fatto che non di rado si presentano insieme.

Al contrario dell’ansia che, come abbiamo visto, si lega soprattutto a sentimenti di agitazione, preoccupazione e paura, la depressione manifesta questi principali sintomi:

  • basso tono dell’umore
  • anedonia, ovvero incapacità di provare piacere durante qualsiasi attività
  • bassa autostima
  • senso di colpa
  • insonnia
  • diminuzione dell’appetito
  • rallentamento psicomotorio.

Naturalmente, non è sufficiente la comparsa di questi sintomi per poco tempo e in relazione a un evento drammatico per portare a una diagnosi di depressione, la quale deve comunque essere effettuata da un medico. La depressione può originare da problematiche legate al lavoro per poi riflettersi sulla quotidianità in generale, fino a compromettere la capacità di lavorare in modo produttivo, la qualità della vita e delle relazioni interpersonali.Come l’ansia, anche la depressione è una patologia ufficialmente riconosciuta, per la quale il lavoratore ha diritto di usufruire dei giorni di malattia prescritti dal proprio medico, secondo quanto stabilito dal contratto di lavoro.

Ansia da lavoro e produttività

uomo al lavoro di notteUno dei campanelli d’allarme che segnalano la presenza di uno stato d’ansia da lavoro è dato da un drastico calo della produttività: questo disturbo, infatti, è in grado di rendere difficoltosa la concentrazione, aumentare il senso di stanchezza e la tendenza a indugiare in pensieri di preoccupazione. Spesso, inoltre, l’ansia sfocia in insonnia, che influisce negativamente sulla qualità del riposo, indispensabile per poter essere produttivi durante il giorno.

L’ansia da lavoro, dunque, è un disturbo che in alcuni casi si autoalimenta: quanto appaiono più difficili i compiti quotidiani, quando si ha una notte insonne alle spalle? Gli stati ansiosi tendono a far apparire ogni situazione come più complessa e faticosa. A loro volta, le situazioni affrontate con difficoltà proprio a causa dell’ansia creano esperienze che confermano le sensazioni negative anticipate, rendendo più probabile che l’ansia cresca.

Riconoscere e sconfiggere l’ansia, legittimando il disturbo, è dunque fondamentale non solo per recuperare il proprio stato di salute ottimale, ma anche per poter tornare ad affrontare il lavoro in modo produttivo e con la percezione di averne il pieno controllo.

Ansia da lavoro: i rimedi per superarla

Esistono diversi modi per combattere l’ansia da lavoro, alcuni dei quali sono strettamente correlati alle cause scatenanti. Il primo in assoluto è una corretta prevenzione: chi è soggetto a sviluppare stati ansiosi dovrebbe innanzitutto evitare il più possibile di sottoporsi a prolungati periodi di stress, imparando a riconoscerlo e a mitigarne gli effetti.

Ridurre lo stress da lavoro

È importante, ad esempio, riuscire a ridurre la propria mole di lavoro quando lo stress dipende da un eccessivo carico di compiti da svolgere in breve tempo, ricordandosi di effettuare frequenti pause durante il giorno e di ricavare in ogni giornata del tempo libero per staccare completamente con la mente.

Nel tempo libero è importante dedicarsi ad attività che riescano a favorire il rilassamento, eliminando un po’ dello stress accumulato durante il giorno e allontanando la mente dalle preoccupazioni ossessive relative al lavoro che si dovrà svolgere nei giorni a venire. Risultano efficaci, in tal senso, tecniche di rilassamento e pratiche come lo yoga e la meditazione, che lavorano sulla respirazione e il rilassamento muscolare facilitando, inoltre, il controllo e l’allontanamento dei pensieri negativi.

Organizzazione e gestione del tempo

Talvolta l’ansia da lavoro deriva non deriva da eccessive responsabilità, troppo lavoro e da troppi compiti da portare a termine nel corso della giornata, ma da una percezione sfalsata di questi fattori. Per questo, lavorare su una migliore organizzazione e gestione del tempo aiuta a programmare con puntualità lo svolgimento di ogni attività, riconducendola a orari e spazi definiti, favorendo così la percezione che tutto ciò sia affrontabile all’interno della giornata lavorativa.

Con una migliore definizione delle priorità e l’organizzazione dei flussi di lavoro, è possibile aumentare il proprio senso di controllo e la propria consapevolezza: un maggiore ordine mentale si traduce in questo modo in un minore senso di frustrazione e di preoccupazione generalizzata.

Le cure per l’ansia da prestazione lavorativa e per l’ansia reattiva da lavoro

L’ansia da prestazione lavorativa e l’ansia reattiva da lavoro possono essere legate ad eventi specifici o a situazioni determinate che si verificano in modo ricorrente sul posto di lavoro, ma è possibile comunque migliorarle anche quando non è possibile rimuovere nell’immediato la causa scatenante.

stress da lavoroIn entrambi i casi, infatti, ciò che alimenta l’ansia è la modalità nella quale tali eventi vengono percepiti, elaborati e affrontati: per questo, è importante intraprendere un percorso di terapia psicologica che aiuti a indagare i processi emotivi e razionali che conducono allo stato ansioso. Attraverso un percorso psicologico è possibile monitorare e modificare questi processi, riducendo e sconfiggendo anche l’ansia.

Dando spazio alle risorse psicologiche, emotive ed organizzative che la persona già possiede, la psicoterapia aiuta il paziente a raggiungere un maggiore rilassamento psicofisico e ad affrontare in modo positivo le situazioni scatenanti l’ansia.

Una delle tecniche più efficaci è la psicoterapia cognitivo comportamentale, che agisce attraverso l’acquisizione di consapevolezza e la modifica di schemi mentali e comportamenti controproducenti, i quali sono alla base dell’ansia e della sofferenza psicologica. Attraverso la psicoterapia è possibile identificare gli schemi mentali che generano il malessere emotivo, imparare a riconoscerli quando essi si manifestano e a modificarli, per prevenire l’insorgere delle manifestazioni d’ansia.

Farmaci contro lo stress e l’ansia da lavoro

In affiancamento alla psicoterapia, potrebbe essere necessario ricorrere a farmaci ansiolitici: il loro uso deve avvenire esclusivamente sotto prescrizione del medico, in quanto i rimedi farmacologici contro l’ansia e lo stress possono causare molti effetti collaterali. Inoltre, il loro utilizzo deve essere limitato nel tempo: per questo, non è possibile identificarli come cura per questi disturbi. I farmaci, infatti, agiscono soltanto sui sintomi e il loro effetto non può che essere di breve durata: per superare il problema è quindi necessario intervenire in modo efficace direttamente sulle cause, unendo psicoterapia e rimedi utili a favorire il rilassamento.

Adattamenti dello stile di vita

Non tutti i rimedi complementari utili a contrastare l’ansia hanno a che fare in modo diretto con le terapie mediche: abbiamo visto l’utilità di discipline volte a favorire il rilassamento come la meditazione e lo yoga. Una grande importanza è rivestita anche dalle abitudini quotidiane: è possibile ottenere ottimi risultati modificando alcuni comportamenti giornalieri.

Uno dei problemi principali di chi soffre di ansia da lavoro o stress da lavoro è il pensiero ricorrente all’ambito professionale anche nel tempo libero: tra le buone abitudini da adottare per contrastare ansia e stress, di conseguenza, la prima è quella di confinare il tempo e lo spazio dedicati alla professione, sia che la si svolga presso una sede esterna, sia che la si svolga a casa.

Se si lavora da casa è fondamentale ricreare uno spazio destinato ad uso esclusivo al lavoro, dal quale uscire una volta superato l’orario stabilito e posto termine alla giornata lavorativa. A partire da quel momento, è bene cercare di evitare di soffermarsi con pensieri e conversazioni sul lavoro, resistendo alla tentazione di leggere mail di lavoro fino al giorno successivo.

È importante, inoltre, preservare la qualità del sonno favorendo il corretto riposo: rendere la stanza accogliente, eliminare strumenti tecnologici dalla stanza, coricarsi sempre alla stessa ora può aiutare a mantenere una buona routine notturna.

Non va dimenticato infine di ricavarsi ogni giorno un po’ di tempo per svolgere attività fisica: la sedentarietà favorisce l’insorgere dell’ansia, mentre diversi studi hanno dimostrato come le endorfine rilasciate durante l’attività fisica siano utili a favorire il rilassamento muscolare e a migliorare il tono dell’umore, riducendo i sintomi dell’ansia.

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