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Da semplice fastidio o peso alla gola, a problema che impedisce di deglutire, il nodo alla gola può avere cause fisiche o psicologiche.

Identificato in alcuni casi con il globo faringeo, o bolo isterico, il nodo in gola può essere anche solo una fastidiosa somatizzazione dell’ansia.

A molte persone capita, anche solo in modo sporadico, di provare questa sensazione, soprattutto in momenti di stress prolungato. Di solito ci si rivolge a un medico solo quando il nodo alla gola diventa un vero ostacolo alla deglutizione, ma in realtà, essendo l’espressione di un disagio, meriterebbe sempre attenzione.

Ecco come ci si sente quando si è affetti da nodo in gola, come lo si spiega e quali cause può avere. Una volta accertato il legame tra nodo in gola e ansia, i modi per risolvere il problema esistono e sono alla portata di tutti: dall’applicazione di semplici consigli, alla pratica di esercizi specifici, fino ai rimedi naturali e alla psicoterapia.

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Nodo alla gola: tanti modi per spiegare un sintomo dalle cause variegate

A seconda dell’origine del problema, il nodo alla gola viene chiamato scientificamente bolo faringeo, globo ipofaringeo, globus o bolo isterico.

Queste sono condizioni particolarmente invalidanti, ma, a volte, si tratta semplicemente di un fastidioso sintomo di ansia e stress.

In ogni caso, essendo una sensazione difficile da spiegare, può essere utile elencare tutti i modi in cui esso viene percepito o riferito al medico e gli eventuali sintomi associati, per comprendere che quella strana percezione che proviamo non è poi così insolita.

Come viene percepita e riferita la sensazione di nodo alla gola?

“Mi sento la gola chiusa.”

“ Sento un nodo alla gola.”

Questi sono solo due esempi dei tanti modi in cui i pazienti riferiscono una sensazione sgradevole percepita a livello della gola.

Il paziente riferisce in modo vago la sua condizione e, per farlo, può usare molte espressioni diverse:

  • Sensazione di avere qualcosa in gola
  • Sensazione di corpo estraneo in gola
  • Senso di oppressione alla gola
  • Senso di costrizione alla gola
  • Sentire un groppone o un magone alla gola
  • Sentire una pallina in gola
  • Difficoltà a deglutire e respirare
  • Stretta alla gola
  • Peso alla gola
  • Blocco o fastidio alla gola
  • Avere un rospo in gola
  • Ostruzione alla gola
  • Gola che si stringe
  • Sentire la gola che tira.

Spesso, poi, insieme al nodo in gola, i pazienti riferiscono altri sintomi, più o meno generici, che possono suggerire al medico una causa oppure un’altra, ancor prima di iniziare l’iter diagnostico.

Ecco i binomi più frequenti:

  • Gola asciutta e nodo alla gola
  • Nodo alla gola e dolore al petto
  • Nodo alla gola e tachicardia o battito accelerato
  • Nodo alla gola e difficoltà a deglutire e respirare
  • Nodo alla gola e tosse stizzosa
  • Nodo alla gola e aerofagia
  • Gastrite e nodo alla gola
  • Nodo alla gola e stanchezza
  • Frequenti sbadigli e nodo alla gola
  • Nodo alla gola ed eruttazioni
  • Nodo alla gola e raucedine
  • Nodo alla gola e reflusso gastroesofageo
  • Nodo alla gola e mal di stomaco.

Si nota, quindi, che la comparsa di una sensazione fastidiosa alla gola si può manifestare in molti modi diversi e comparire insieme a moltissime sintomatologie differenti: per questo, per individuare la causa corretta è fondamentale rivolgersi a un medico.

Bolo faringeo o bolo isterico: un ben noto tipo di nodo alla gola

Il globo faringeo, sia esso di origine fisica o psicologica, può arrivare a impedire al paziente di condurre una vita normale, procurando serie difficoltà di deglutizione, con conseguenze anche sull’alimentazione. Nel bolo faringeo, il paziente riferisce non un semplice fastidio, ma la vera e propria sensazione di avere un corpo estraneo in gola.

Questa massa è percepita in modo talmente realistico da spingere il paziente a rivolgersi al medico e a sottoporsi ad esami anche abbastanza invasivi.

Per moltissimi anni si è ritenuto che la causa del bolo fosse solo di origine psicologica ma, col tempo, si è appurato che tale problema può avere anche cause fisiche.

Il lavoro pubblicato dal World Journal of Gastroenterology, include un’importate revisione eziologica del globo faringeo che vale la pensa di approfondire.

Anche se, come detto, il globo faringeo può avere cause fisiche, sono molti i casi nei quali quella massa percepita a livello di faringe non trova nessun riscontro una volta effettuati tutti i rilievi diagnostici. Eppure, il paziente continua a percepirla. Si parla, in questo caso, di bolo isterico, che ha le proprie cause in problemi di tipo psicologico.

Uno studio pubblicato sul Journal of the Korean Society of Laryngology, Phoniatrics and Logopedics delinea i tratti comuni alla personalità di chi soffre di globo faringeo. Nonostante si tratti di pazienti affetti da RGE (reflusso gastroesofageo), risulta chiaro come alti livelli di alessitimia, nevroticismo e disagio psicologico siano spesso presenti. Inoltre, lo studio evidenzia come i pazienti che non rispondevano alla cura con inibitori della pompa protonica avevano livelli di ansia superiori, cosa che suggerisce un importante ruolo della sfera psicologica nel determinare il nodo alla gola, anche in pazienti diagnosticati per RGE.

Anche l’efficacia della somministrazione di antidepressivi in pazienti con bolo isterico sottolinea come tale disturbo sia molto legato alle emozioni, all’ansia e al tono dell’umore. Questo legame è ben spiegato in uno studio pubblicato dall’American Psychological Association.

Avere un nodo alla gola: il tipico magone

Occorre, però, distinguere il globo faringeo dal classico magone che non comporta problemi di deglutizione, ma una fastidiosa e intensa sensazione di peso alla gola, spesso dovuta al trattenimento e alla soppressione delle emozioni.

ragazza preoccupata in lacrime

A tutti noi è capitato di percepire questa sensazione prima di scoppiare a piangere o in un momento in cui abbiamo dovuto trattenere una reazione.

Il magone alla gola è il risultato di emozioni represse, come la rabbia, il rimpianto o il risentimento, che poi vengono somatizzate sotto forma di sintomi fisici.

Il problema però, nasce quando trattenere le emozioni e sopprimere i propri desideri diventa un’abitudine e quel nodo in gola si fa costante e decontestualizzato.

Il Professor Per Ad Vingerhoets, insegnante di Psicologia Clinica presso la Tilburg University, in molti dei suoi studi legati al pianto – tra cui quello dal titolo “International study on adult crying” – spiega come il nodo alla gola prima del pianto faccia parte di un meccanismo legato agli istinti. In condizione di pericolo, infatti, la glottide si espande per far passare più aria ma, nel tentativo di non piangere o, semplicemente, volendo deglutire, il cervello ordina ai muscoli della gola di contrarsi, creando un blocco che viene percepito come nodo in gola.

Si tratta di un disturbo che spinge meno i pazienti a rivolgersi al medico, rispetto a quanto avvenga per il bolo, perché difficilmente viene confuso con un problema di origine fisica, ma che, comunque, costituisce un chiaro sintomo di ansia che, come tale, va affrontato e trattato.

Come eliminare il nodo alla gola

Una pubblicazione di Disability and Rehabilitation spiega come, in alcuni casi, anche la logopedia possa essere inclusa tra le possibili terapie contro il globo faringeo.

In effetti, quando il nodo alla gola è legato al globo faringeo, le opzioni terapeutiche di tipo medico e riabilitativo sono numerose, ma quando si parla di “magone”, si rende necessario un vero e proprio lavoro su stessi che sia mirato a ridurre l’ansia.

Ecco alcuni consigli per liberarsi del groppo alla gola.

Rimedi naturali e consigli contro il nodo alla gola persistente

Se il magone è il risultato di una soppressione delle emozioni negative, il primo consiglio utile è quello di imparare ad esprimere tali stati d’animo quando si presentano o, almeno, quello di saperli riconoscere ed ascoltare.

Dedicarsi a qualcosa di piacevole, meglio ancora se si tratta di attività che permettano di esprimere la propria creatività, può aiutare molto a sciogliere quel nodo alla gola.

Per combattere il groppo alla gola è anche molto importante restare nel presente. In fondo è evidente che se, a inizio giornata, cominciamo a pensare a tutte le cose che abbiamo da fare, il nodo alla gola ci aggredirà con veemenza ma, se ci limitiamo a pensare e a dedicarci a un’attività alla volta, archiviando quelle fatte, una ad una, ci sentiremo meglio. Per questo, tutte quelle discipline volte a favorire l’ascolto di sé e la radicazione nel momento presente possono portare beneficio.

Due facili esercizi contro il groppo alla gola

Per chi soffre d’ansia, può essere utile tenere a mente alcuni esercizi che si basano su una semplice procedura. Ecco come curare il nodo in gola con la pratica costante di due semplicissimi esercizi.

1. Respirazione diaframmatica:

Quando si viene assaliti dall’ansia e dal nodo in gola, spesso ci si dimentica di respirare bene e un respiro corto non fa altro che peggiorare quel fastidioso magone. Ecco perché praticare la respirazione diaframmatica è molto importante. Respirare col diaframma è facile, ecco gli step fondamentali:

  • sdraiarsi a pancia in su
  • appoggiare una mano sulla pancia
  • Inspirare dal naso gonfiando la pancia
  • espirare

La posizione supina è utile all’inizio, in quanto la mano sulla pancia rende evidente come, se si respira in modo corretto, l’addome si gonfia, ma quando si è allenati, respirare col diaframma è possibile in qualsiasi posizione e luogo.

2. Meditazione Tonglen

Ogni qualvolta ci si accorga che la mente sta vagando verso pensieri che angosciano, ripetere più volte la frase: “Sto pensando” e cercare di concentrarsi sul presente. Ad esempio, se ci si trova sdraiati al sole, occorre concentrarsi sulla percezione del calore e dei suoi raggi e impedire alla mente di andare altrove.

Nodo alla gola e chakra: via il magone agendo sul Vishuddha

Secondo la tradizione orientale, il quinto chakra si chiama Vishudda ed è collegato alla capacità di espressione umana, non solo con la parola ma anche con le arti. È conosciuto anche come il chakra della gola, proprio perché si colloca al suo interno e consente l’espressione delle nostre emozioni: ridere, piangere, desiderare, ideare e molto altro.

Sono molte le discipline orientali che credono nel ruolo dei chakra per il mantenimento della nostra salute e che insegnano come un blocco di uno di essi sia in grado di ostacolare la fruizione dell’energia vitale, che può tradursi in sintomi fisici e psichici.

Sono molte le discipline orientali che credono nel ruolo dei chakra per il mantenimento della nostra salute e che insegnano come un blocco di uno di essi sia in grado di ostacolare la fruizione dell’energia vitale, che può tradursi in sintomi fisici e psichici. Per riequilibrare il Visuddha può essere utile praticare un particolare tipo di meditazione con dei cristalli tenuti a contatto con la gola.

Le pietre più indicate per riequilibrare il quinto chakra sono l’Acquamarina, l’Agata Blu, il Calcedonio blu e la Calcite blu.

Per riportare il quinto chakra in equilibrio possono essere anche utili i massaggi nella zona interessata, praticati in senso circolare orario, con l’impiego di olio di sesamo e poche gocce di oli essenziali, da scegliere tra quelli indicati per il Visuddha, come la camomilla, l’alloro, l’eucalipto e la lavanda.

Cromoterapia e massaggi ayurvedici sono altri ottimi alleati per riportare in equilibrio il quinto chakra.

Nodo alla gola e ansia: l’arma della psicoterapia

Quando il nodo alla gola torna a fare visita ogni giorno è verosimile che non lo faccia da solo ma, come abbiamo visto, spesso lo fa accompagnato da altri sintomi tipici dell’ansia. Ecco perché può essere utile intraprendere un percorso di psicoterapia che, spesso, non è altro che un modo per applicare i consigli sopra elencati, avvalendosi della guida di un professionista.

Un percorso di psicoterapia, indipendentemente dalla sua impostazione, è già di per sé vincente, perché chiede al paziente di esprimere e di raccontare, “buttando fuori” quelle parole e quelle emozioni che creano il nodo alla gola.

Una psicoterapia di tipo emotocognitiva, basata sull’omonima teoria dello psicologo Marco Baranello, è molto indicata per ridurre il sintomo del nodo alla gola, anche in tempi brevi. Questo tipo di psicoterapia interviene nel qui e ora per agire sull’organizzazione disfunzionale del paziente, ricucendo i disturbi e i sintomi in tempi brevi.

In altre parole, questo approccio mira a contrastare quei meccanismi dannosi che il soggetto mette in atto per rispondere a certi stimoli, al fine di riprogrammare un altro tipo di risposta considerata più positiva.