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Ansia e paura possono essere per certi aspetti assimilate, ma per capire quali sono le differenze che intercorrono tra di loro è opportuno cominciare da un punto fondamentale che caratterizza l’ansia. Spesso le persone che non la conoscono confondono l’ansia con la semplice preoccupazione.

È vero, tra i due fenomeni ci sono delle similitudini, ma se la preoccupazione si limita a manifestazioni di tipo mentale e legate perlopiù a timori specifici e ben definiti, l’ansia agisce sull’organismo umano più pesantemente, portando con sé anche una serie di problematiche fisiche, in alcuni casi, estremamente debilitanti. Scopri come riconoscerle ed eliminarle.

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Le differenze tra ansia e paura

La paura è a tutti gli effetti un’emozione, uno stato d’animo che prende il sopravvento quando ci troviamo in presenza di uno stimolo esterno che minaccia la nostra serenità interiore o peggio, che mette a repentaglio la nostra incolumità fisica e la vita stessa. La paura si manifesta come una reazione fisica a tale minaccia mettendo in moto quel meccanismo di difesa spontaneo detto di attacco e fuga. Quando ci troviamo di fronte ad un pericolo il nostro corpo reagisce e può farlo in tre diversi modi:

  • contrattaccare la minaccia;
  • fuggire di fronte alla minaccia;
  • nel caso la minaccia fosse imponente e la paura incontrollabile, può perdere completamente ogni funzionalità e paralizzarsi.

Salvo l’ultimo caso, che è il più particolare, le reazioni organiche che il nostro organismo mette in atto sono atte a preparare il corpo alla lotta o alla fuga e avvengono nei modi seguenti:

  • il flusso del sangue si concentra nelle parti del corpo che, in questo momento, ne hanno più bisogno, ossia i muscoli. Ecco spiegato il pallore che sopraggiunge quando siamo spaventati: la quantità di sangue negli strati più esterni della pelle si riduce drasticamente.
  • I muscoli si contraggono per prepararsi allo scatto.
  • Il battito cardiaco aumenta di frequenza per pompare più sangue.

Se però abbiamo detto che la paura si scatena in presenza di uno stimolo minaccioso proveniente dall’esterno, l’ansia sopraggiunge anche quando il pericolo non è materiale e fisico.

Nel caso di ansia la minaccia è psicologica: la paura dell’insorgere di una malattia, per sé o per una persona cara, dei problemi di carattere economico, lavorativo, un lutto, una separazione. È chiaro che di fronte a una minaccia di questo tipo non può esserci una lotta per la difesa della propria persona, così come non è possibile mettere in atto una fuga. Trovandoci infatti sopraffatti da questi pensieri nefasti, fuggire vorrebbe dire scappare da sé stessi e nient’altro.

Il disturbo di ansia generalizzato e gli altri tipi di ansia

panicoPuò succedere che quando ci sentiamo immersi in preoccupazioni di qualunque sorta la loro intensità e la loro frequenza aumentino a dismisura. Le preoccupazioni possono assumere proporzioni ingiustificatamente sovradimensionate e permanere nei nostri pensieri a lungo. In presenza di una situazione tale bisogna considerare la possibilità di aver sviluppato un Disturbo d’Ansia Generalizzato.

Si definisce generalizzato proprio perché non si manifesta in funzione di una determinata situazione: tutto ciò che fa parte della quotidianità della persona, il mondo che la circonda, può essere percepito come una fonte di difficoltà e problemi. Parliamo di una condizione piuttosto debilitante che, non essendo dipendente da un particolare accadimento può sembrare apparentemente impossibile da superare da parte di chi ne soffre.

I sintomi del Disturbo d’Ansia Generalizzato

Sono stati riconosciuti i sintomi ricorrenti che il Disturbo d’Ansia Generalizzato può provocare e sono i seguenti:

  • affaticamento;
  • irritabilità;
  • difficoltà nel mantenere la concentrazione;
  • disturbi della memoria;
  • disturbi del sonno;
  • tensioni muscolari prolungate;
  • dolori muscolari diffusi;
  • sensazione di spossatezza focalizzata alle gambe.

Quando ci viene diagnosticato il disturbo d’ansia generalizzato è perché sentiamo che i nostri pensieri sono pervasi da preoccupazioni ingiustificate che mettono le radici e rimangono lì a tormentarci per giornate intere. Ogni aspetto della nostra vita viene messo in discussione e fa insorgere domande che non trovano mai risposta: il lavoro, i soldi, i rapporti con i famigliari. Sono pensieri che difficilmente ci consentono di arrivare a delle soluzioni per quelli che sono effettivamente dei problemi.

Contemporaneamente a questo poi, in presenza del disturbo, sviluppiamo la tendenza ad aver paura delle preoccupazioni che potrebbero insorgere. In questo modo non facciamo altro che accendere la miccia di un’esplosione a catena di pensieri angoscianti e timori che continueranno ad autoalimentarsi intensificando anche l’intensità dei sintomi che si manifestano nel nostro corpo.

Studiando le manifestazione del disturbo d’ansia generalizzato si è potuto isolare un elenco di comportamenti che le persone che ne soffrono mettono sistematicamente in atto. Riconoscere e individuare nel paziente questi comportamenti può facilmente ricondurre alla diagnosi del problema e conseguentemente accelerare i tempi per la sua risoluzione.

Le azioni ricorrenti che siamo spinti a fare se soffriamo di disturbo d’ansia generalizzato sono:

  • richiedere costanti rassicurazioni
  • essere perfezionisti
  • evitare le situazioni che si crede possano generare ansia
  • procrastinare
  • tentare attivamente di sopprimere la preoccupazione, senza darle sfogo.

I sintomi dell’ansia

Ma cosa succede se il  nostro corpo si prepara ad attaccare o a fuggire senza che però nulla di tutto questo si verifica? Sì, perché le reazioni fisiche provocate dall’ansia sono le medesime che insorgono con la paura. Ma se la paura scatena una reazione materiale l’ansia no.

I sintomi fisici

I muscoli, una volta contratti in preparazione allo scatto non si distendono, questo causa una sorta di asfissia muscolare. Restando contratti i muscoli infatti non si ossigenano correttamente. La tensione muscolare coinvolge anche il torace e questo solitamente fa insorgere in noi la convinzione che il nostro cuore sta avendo dei problemi, amplificando ancora di più i sintomi dell’ansia.

Diventiamo pallidi perché il sangue è tutto concentrato nei muscoli e l’irrigidimento generale ci fa venire la pelle d’oca. Può capitare che ci si offuschi la vista, anche solo per qualche istante, sopraggiungono le vertigini e ci sentiamo confusi. Non è da escludere che cominciamo a manifestare nausea, dolori allo stomaco e a tutto l’addome. Tutto questo può durare pochi istanti ma quando soffriamo di ansia questa è una situazione che si ripresenta ciclicamente.

I sintomi mentali

  • Paura molto intensa e forte agitazione in quelle situazioni in cui ci sentiamo sottoposti al giudizio degli altri tramite l’interazione sociale.
  • Preoccupazione anticipata di poter mostrare segni d’ansia, che possono venire ancora una volta giudicati negativamente dagli altri, paura di trovarsi in situazioni umilianti e imbarazzanti.
  • La paura e l’ansia sono sovradimensionate rispetto alla portata reale del “pericolo” a cui siamo realmente esposti.
  • Ansia e paura persistono per almeno sei mesi e diventano un disagio di proporzioni tali da riuscire a  condizionare negativamente le interazioni sociali.

Quando ansia e preoccupazioni diventano invalidanti: gli attacchi di panico

L’attacco di panico è una manifestazione portata all’estremo dell’ansia. È un evento che quando colpisce lo fa all’improvviso, senza avvisaglie. Questo è anche uno dei motivi per cui quando siamo colpiti da un attacco di panico, in particolar modo quando è la prima volta, siamo spaventati, la paura diventa fortissima, possiamo arrivare a temere di stare per morire.

In realtà l’attacco di panico non arriva mai senza un motivo: essendo una somatizzazione di ansia e preoccupazioni è qui che vanno ricercate le cause.

L’attacco di panico è estremamente invalidante e condizionante. I sintomi fisici con cui si manifesta coinvolgono diverse aree del corpo e possono persistere ininterrottamente anche per venti minuti senza sosta.

I sintomi più comuni sono:

  • tachicardia e palpitazioni;
  • tremori improvvisi;
  • aumento sudorazione fredda o vampate di calore;
  • formicolii a mani, piedi e alla bocca;
  • senso di oppressione al petto;
  • difficoltà nella respirazione;
  • dolori diffusi;
  • offuscamento momentaneo della vista.

Queste manifestazioni possono sopraggiungere repentinamente in una rapida ascesa, possono manifestarsi anche non tutte contemporaneamente ma in una sorta di crescendo, per poi affievolirsi gradualmente fino alla loro totale scomparsa.

Alcune ansie e paure diffuse

Talvolta l’ansia può insorgere come reazione alla comparsa di paure. La razionalità dei fondamenti alla base di queste fobie non è determinante per la comparsa dell’ansia. Possono essere anche paure immotivate ma se siamo predisposti a essere bersaglio dell’ansia possono essere decisive per la sua comparsa.

Ansia e paura di morire

La paura di morire, conosciuta come tanatofobia (dal greco thanatos, morte) è una paura irrazionale spesso legata a disturbi ansiosi, ipocondria e sindromi depressive.

È una fobia che non riguarda i bambini, ancora lontani dall’avere una chiara comprensione del concetto di morte, ma può fare la sua prima comparsa nel periodo dell’adolescenza. In questo periodo i ragazzi raggiungono la consapevolezza che la morte fa parte del ciclo normale vitale di chiunque. In seguito a traumi o alla perdita di una persona cara, la paura di morire può prendere il sopravvento ed essere accompagnata da ansia, preoccupazioni ossessive e attacchi di panico.

Ansia e paura di perdere il controllo

La paura di perdere il controllo di sé, controllo dei movimenti, di pensieri e delle parole è un’esperienza che possiamo vivere comunemente quando siamo sottoposti a una forte paura ma anche quando stiamo vivendo un lungo periodo di profonda ansia. Quando si manifestano i sintomi fisici dell’ansia, come tachicardia, sudorazione o formicolii, può capitare di giungere alla conclusione di non avere più il controllo sul nostro corpo.

ansia e paurePer questo si scatena una serie di processi mentali per i quali cerchiamo di concentrare tutta l’attenzione al fine di mantenere il contatto di ogni parte del nostro corpo. Questa eccessiva concentrazione, unita al costante rimuginare sul proprio stato, porta solitamente a un unico risultato: l’ulteriore aumento dell’intensità dell’ansia.

Oltre a questo anche l’idea di doversi ad ogni costo sottrarre dall’esporsi a emozioni particolarmente intense per paura di non reggerle, ci spinge ad un’innaturale forzatura, un dispendio elevato di energie. La convinzione di dover aver costantemente tutto sotto controllo, che tutto deve andare esattamente come abbiamo deciso che deve, alimenta sempre più l’ansia.

Ansia e paura di stare soli

Un’altra paura legata allo sviluppo di forme ansiose è la paura di restare soli, anche detta monofobia, autofobia o isolafobia. È una paura che può essere molto invalidante, può portare chi ne soffre a precipitare nell’insicurezza e essere carburante per ansia e depressione. Si manifesta con l’insorgere in chi ne soffre dello sfrenato bisogno di avere sempre qualcuno vicino e le cause scatenanti possono talvolta essere ricercate in eventi verificatisi nella vita della persona, situazioni spiacevoli che possono averne condizionato le emozioni, insinuando sensazioni di abbandono, l’idea di non sentirsi amati e di sentirsi abbandonati.

Spesso può anche far insorgere paure apparentemente in antitesi, come la paura di trovarsi in luoghi molto affollati, dove è difficile trovare una via di fuga o in posti dove ci si può sentire alle strette come un ascensore o un mezzo pubblico.

Come gestire l’ansia e la paura

Chiaramente dovrà essere affrontato un percorso di trattamenti diverso a seconda di quale sia l’oggetto della paura e la sua intensità.

La terapia cognitivo comportamentale è in grado di aiutare il paziente nella gestione della propria ansia e delle sue paure. Tramite la terapia si individuano quali sono le cause dell’ansia oltre che i fattori scatenanti delle paure.

Tramite la psicoterapia cognitivo comportamentale è possibile correggere i processi mentali del paziente che portano a mettere in atto reazioni fisiche e psicologiche ansiose, modificando il modo di gestire le emozioni insorte in seguito ad eventi o pensieri che il paziente non sa elaborare correttamente. È possibile indurre nel paziente una maggiore consapevolezza degli stimoli percepiti cercando di farli apparire per quello che realmente sono, cioè innocui.

La somministrazione di una cura farmacologica potrà inoltre essere presa in considerazione dal medico a seconda del tipo di disturbo. Questi rimedi agiscono sui sintomi, pertanto non possono essere considerati cure, ma soltanto rimedi ai quali ricorrere per un periodo di tempo limitato e su attenta valutazione medica. In parallelo, è possibile dedicarsi ad altre attività che possono fornire un supporto efficace nel trattamento di tutti i disturbi visti sopra.

In particolare praticare a tecniche di rilassamento come il training autogeno aiuta a recuperare una maggiore consapevolezza e un maggiore controllo del proprio corpo, che a sua volta accresce la sicurezza in se stessi perduta. In ugual misura anche il ricorso al supporto a tecniche di meditazione come la mindfulness si è rivelato molto efficace. Dedicarsi alla pratica di queste discipline può favorire l’acquisizione di una maggiore consapevolezza delle proprie emozioni e di conseguenza un migliore controllo delle proprie paure.

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