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Uno studio pilota pubblicato su Brain Stimulation evidenzia come i pazienti affetti da ansia resistente ai trattamenti farmacologici ricevano benefici, anche a lungo termine, se sottoposti alla stimolazione del Nervo Vagale (VNS). Questo studio, come molti altri simili, rinforza il ben noto legame tra Nervo Vago e sintomi della sfera ansiosa.

Ma cos’è il Nervo Vago? Dove si trova? Quali funzioni ha e qual è il legame tra Nervo Vago e ansia?

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L’ansia e lo stress possono essere la causa o la conseguenza di una compromissione funzionale del nervo vago ma, in ogni caso, è necessario agire in fretta, proprio per ripristinarne la salute e riportare l’organismo in equilibrio. Per fortuna esistono consigli, buone pratiche, discipline, terapie e rimedi in grado di alleviare i problemi del nervo vago e anche la tecnologia corre in suo soccorso.

Nervo vagale: anatomia e funzionamento

Il nervo vago è uno dei dodici nervi cranici, il decimo per l’esattezza. È conosciuto anche come Nervo Pneumogastrico o Nervo X.

La sua estensione è molto vasta e lo rende in grado di influenzare moltissimi organi del corpo: ecco perché si tratta di un nervo capace di originare moltissimi disturbi quando infiammato o compresso.

nervo vago

Cos’è, dove si trova, quale percorso compie e a cosa serve il nervo vago

Il nome “Vago” deriva dalla parola “Vagus” che, in latino significa “Vagabondo”: un appellativo che calza a pennello a un nervo che, partendo dal cranio, va a toccare moltissimi organi interni: dall’esofago alla laringe, dalla faringe ai polmoni, dal cuore al fegato e cistifellea fino a stomaco, intestino, pancreas, milza e surreni.

Per avere un’idea della sua dimensione basti dire che, a livello del collo, il nervo vago ha uno spessore di 2-3 mm.

Trattandosi di uno dei maggiori responsabili del controllo parasimpatico dell’organismo, il Nervo Vago influenza non solo molte funzionalità fisiche, ma regola anche la risposta a determinate fonti di stress.

Anche se si parla solitamente di Nervo Vago, al singolare, occorre specificare che, come accade spesso per altri nervi, il termine indica la coppia di nervi, composta dal nervo sinistro e dal nervo destro.

Le principali funzioni del nervo vago

Vista la sua anatomia e la lunghezza del suo percorso, il nervo vago influenza moltissimi processi organici. Ecco tutte le sue principali funzioni.

  • Produrre effetti antinfiammatori
  • Mantenere l’equilibrio di molti sistemi vitali del nostro organismo come quello immunitario, quello nervoso, quello metabolico e quello ormonale
  • Regolare le funzioni di stomaco e intestino, permettendo la contrazione dei loro muscoli e favorendo la digestione, stimolando anche la produzione dei succhi gastrici
  • Regolare i livelli nel sangue di glucosio e di ormoni, come il testosterone e quelli che giocano un ruolo fondamentale nella fertilità delle donne 
  • Assicurare il mantenimento della frequenza cardiaca
  • Regolare la sudorazione e la respirazione
  • Favorire il rilassamento regolando il ritmo circadiano di sonno – veglia e stimolando una risposta calmante a seguito di uno stress momentaneo
  • Aggiornare il cervello sullo stato degli organi
  • Riceve gli stimoli sensoriali dall’orecchio esterno.

Sindrome del nervo vago: sintomi vagali e disturbi fisici da infiammazione o compressione

stress computer

Lesioni, irritazioni, infiammazioni, compressioni del nervo possono causare patologie e problemi.

Tralasciando i sintomi di tipo psicologico, che affronteremo nel prossimo paragrafo, in cui ci focalizzeremo sul legame tra ansia e nervo vago, ecco i principali disturbi fisici che possono essere considerati dei campanelli d’allarme di una disfunzionalità del nervo vago.

Tralasciando i sintomi di tipo psicologico, che affronteremo nel prossimo paragrafo, in cui ci focalizzeremo sul legame tra ansia e nervo vago, ecco i principali disturbi fisici che possono essere considerati dei campanelli d’allarme di una disfunzionalità del nervo vago.

  • Svenimenti: il nervo vagale può determinare svenimenti e vertigini. Si tratta della cosiddetta sindrome vaso vagale, determinata dal minor afflusso di sangue al cervello e che spesso è preceduta da sudorazione fredda, nausea, alterazioni della vista e acufeni. Spesso tale situazione si conclude con la perdita dei sensi e può essere indotta da agenti esterni oltre che endogeni
  • Nervo vago e stomaco: problemi digestivi, reflusso, ernia iatale possono essere segnali di una disfunzione vagale
  • Nervo vago e cuore: tachicardia, extrasistole, battiti cardiaci irregolari possono accompagnare un problema al Nervo X
  • Nervo vago e cervicale: dolore cervicale, collo rigido ma anche nausea e vomito possono essere causati da una compressione del nervo vago a livello cervicale
  • Nervo vago e intestino: Stipsi cronica o diarrea, sindrome dell’intestino irritabile sono a volte collegabili a disfunzioni del Nervo
  • Nervo vago e tiroide: difficoltà di deglutizione, senso di nodo alla gola, oltre che all’ansia possono essere collegati a disfunzioni tiroidee causate da scompensi del Nervo Vago
  • Nervo vago e ciclo mestruale: l’irregolarità del ciclo può essere presente
  • Nervo vago e dolori diffusi: si può trattare di dolori di tipo muscolare o articolare
  • Emicrania: senso di oppressione alla nuca e intorno agli occhi.

Altri disturbi possono essere l’eccessiva sudorazione o salivazione e la bassa temperatura di mani e piedi.

La molteplicità di disturbi che possono essere collegati al Nervo Vago rende difficile arrivare a una diagnosi chiara del problema. Spesso, a seconda dei sintomi lamentati, il paziente viene sottoposto ad accertamenti come TAC o risonanze magnetiche, per escludere altre cause, prima di arrivare alla diagnosi. Quando si ha il sospetto diagnostico di nervo vago infiammato, di solito, i medici consigliano di ridurre le fonti di stress e di seguire un’alimentazione sana per osservare i risultati.

I sintomi neurologici e psichici della sindrome vagale

Nervosismo, rabbia, calma, rilassamento e stress sono tutti termini che hanno molto a che fare con il nervo vago. Tra le funzioni principali del nervo vago, come abbiamo visto, c’è anche quella di favorire il rilassamento. In situazioni normali, dunque, il nervo vago induce il rilassamento nel rispetto dei ritmi circadiani o riporta equilibrio e calma dopo una risposta a un evento stressante momentaneo, ma in una situazione di stress continuo questa sua capacità può essere fortemente compromessa, lasciando la persona in uno stato di ansia costante.

stress

Questo rende evidente come non solo il Nervo Vago possa influenzare molte funzioni dell’organismo ma come, viceversa, il suo funzionamento possa essere compromesso da eventi esterni come lo stress prolungato.
Un altro elemento che può influenzare l’efficienza del nervo vago è il respiro: un’eccessiva ventilazione o l’apnea possono incidere molto sulle funzionalità del nervo vago.

Se si pensa al fatto che anche il respiro varia in condizioni di stress, appare chiaro come Nervo Vago e ansia abbiano un doppio legame che fa sì che essi si influenzino a vicenda.

Lo stress, dunque, è responsabile dell’infiammazione del Nervo Vago che, a sua volta, smette di favorire il rilassamento, aggravando i sintomi tipici dell’ansia, come l’angoscia, la confusione mentale, il nodo alla gola, l’insonnia e lo stato d’allerta, oltre a divenire causa di disturbi fisici, come visto sopra.

In sempre più numerosi studi, inoltre, si parla dello stretto legame tra tono del Nervo Vago e regolazione delle emozioni: è il caso dello studio di Stephen W Porges, che evidenzia il ruolo del Nervo Vago nella percezione e nell’espressione delle emozioni. Contemporaneamente, si moltiplicano gli esperimenti volti a dimostrare che le emozioni positive possono migliorare il tono del nervo, come evidenziato da una pubblicazione sul Journal of Research in Personality, che si concentra sul legame tra autostima e tono vagale.

Un altro importante studio rivela come emozioni positive, ad esempio la compassione, siano associate a un miglior tono del nervo vago.

Tutto questo è molto rilevante se si pensa all’ansia come ad un problema che ha molto a che fare con la gestione delle emozioni.

Rimedi per nervo vago infiammato: consigli, pratiche e terapie

Quando si sospetta che i problemi di ansia siano legati al nervo vago, essendone la causa oppure l’effetto, si può decidere di intervenire partendo proprio dal miglioramento della funzionalità del Nervo Vago stesso per trasformare il circolo vizioso in virtuoso.

Dopo aver ricevuto una diagnosi di Nervo Vago disfunzionale, ci si può muovere per migliorare la situazione legata all’ansia. Ma quale medico cura il Nervo Vago? Quali sono i principali interventi possibili?

Consigli per sciogliere il legame tra nervo vago e ansia

Alcune buone abitudini, se portate avanti con costanza, possono aiutare a disinfiammare il Nervo Vago, giorno dopo giorno, riducendo così l’ansia. Ecco le più utili:

  • Ridurre le fonti di stress il più possibile
  • Mangiare bene e in modo regolare
  • Avere una routine quotidiana
  • Praticare esercizi di respirazione, concentrandosi in particolare sul respiro diaframmatico, favorendo così una respirazione profonda a discapito di quella superficiale. Grazie alla respirazione diaframmatica, il cervello riceve un messaggio di rilassamento anche se il nervo vago non è momentaneamente in grado di interpretarlo e inviarlo.
  • Esporsi al freddo tende a stimolare il nervo vago riattivandolo, come dimostrato da uno studio del 2008.
  • Praticare discipline che aiutino a gestire lo stress: yoga, Thai Chi, meditazione e mindfulness sono solo le più comuni. Uno studio pubblicato su The Journal of Alternative and Complementary Medicine dimostra come i livelli di GABA nel cervello di chi pratica yoga aumentino già dopo una sola seduta e questo aiuta a capire come queste discipline possano davvero spezzare il circolo vizioso tra ansia e Nervo Vago
  • Cantare non solo aumenta i livelli di ossitocina ma rinforza i muscoli della gola, stimolando il nervo vago.

Rimedi naturali per il nervo vago infiammato o compromesso: come calmarlo senza farmaci

Una volta chiarito come la propria ansia possa essere legata a un’infiammazione del nervo vago, a chi rivolgersi?

Quale specialista o terapeuta è più adatto a migliorare la funzionalità del nervo, riuscendo così, indirettamente, ad agire sull’ansia?

Ecco qualche spunto:

osteopatia nervo vago
  • Rivolgersi ad un agopunturista può essere una buona scelta per stimolare il nervo vago e ridurne l’infiammazione. Agire con l’agopuntura su determinati punti del corpo può avere un effetto modulatore sul Nervo Vago, come spiegato in un articolo pubblicato su The American Journal of Chinese Medicine
  • Un Osteopata è sicuramente un ottimo specialista a cui rivolgersi per migliorare la funzionalità del Nervo Vago. Egli interverrà attraverso la manipolazione e le terapie manuali viscerali, riequilibrando la circolazione linfatica, riducendo gli stati infiammatori e la frequenza cardiaca, in modo tale da favorire il rilascio di ossitocina e serotonina.
  • Il fisioterapista potrà aiutare con il suggerimento di esercizi fisici in grado di stimolare il Nervo Vago, alleviando così l’ansia che deriva dalla sua scarsa funzionalità, oltre a diversi disturbi fisici che possono essere fatti risalire alla stessa causa.
  • Uno psicoterapeuta può suggerire una terapia efficace per “rieducare” il corpo al rilassamento anche in assenza dei segnali vagali, favorendo la diminuzione dell’infiammazione del Nervo X, che tornerà, così, in grado di assolvere alle proprie funzioni. Una terapia breve cognitivo comportamentale è particolarmente indicata in situazioni di forte stress, in cui la funzionalità deve essere ripresa in tempi il più possibile ridotti.
  • L’Omeopata può fornire alcuni rimedi in grado di dare uno stimolo positivo al Nervo Vago infiammato. Nux Vomica e Iniatia sono i rimedi più utilizzati dagli omeopati contro la sindrome vagale pura, ma sono ritenuti utili anche per contrastare gli altri disturbi legati al malfunzionamento del Nervo Vago.

La stimolazione del nervo vago e nuove frontiere terapeutiche

Le pratiche per la stimolazione del nervo vago sono numerose. La più conosciuta è la stimolazione vagale (VNS), una pratica che consiste nell’impianto sottocutaneo di un conduttore di impulsi a batteria, che ha grandi effetti soprattutto nella cura dell’epilessia e della depressione, come evidenziato da un articolo pubblicato su Neuropsychopharmacology.

La stimolazione del Nervo Vago può anche essere esercitata tramite piccoli impulsi elettrici rilasciati a livello dell’orecchio e, in questo caso, sembra avere ottimi risultati sul rallentamento dell’invecchiamento, sulla risoluzione degli acufeni, oltre che sul sollievo dal dolore cronico. Inoltre, e qui arriva la parte interessante, questa stimolazione attiva, insieme al Nervo Vago, anche il ramo parasimpatico, riducendo i livelli di ansia e stress.

Nuove frontiere terapeutiche in fatto di Nervo Vago sono inoltre offerte dalla medicina bioelettrica, con il dispositivo XANA, il primo riduttore dello stress naturale. Con il supporto di smartphone e app, collegati ad un cardiofrequenzimetro incorporato nell’orecchio, XANA monitora il tono vagale e i livelli di stress durante la stimolazione del Nervo Vago.

Si tratta di uno strumento in cui l’Unione Europea crede molto, e grazie al quale spera di ridurre gli alti tassi di assenteismo e l’abbassamento di produttività sul lavoro legati allo stress.

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