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La paura di avere una malattia è un sentimento che, quando attanaglia, non lascia spazio ad altri pensieri: più è grave la patologia che temiamo, più diventa difficile controllare il panico in attesa di una diagnosi medica. Con l’ipocondria, la paura delle malattie non è più solo un episodio sporadico, ma pervade tutta la vita delle persone, diventando un pensiero fisso e ossessivo vissuto con estrema ansia.

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Cos’è l’ipocondria

L’ipocondria, o disturbo da ansia di malattia, consiste nella manifestazione di una immotivata, costante ed eccessiva preoccupazione per lo stato della propria salute. Si tratta a tutti gli effetti di un vero e proprio disturbo psichico, altamente debilitante e capace di condizionare negativamente l’intera esistenza della persona che ne è affetta.

cartello dolore cronico

Un soggetto ipocondriaco è solito passare gran parte del proprio tempo in uno stato ansioso, rimuginando sulla propria condizione fisica e interpretando in maniera del tutto sbagliata alcune sensazioni che prova. Sensazioni che non sono necessariamente dolori, ma possono essere anche solo piccoli segnali, come un indolenzimento o un lieve spasmo muscolare.

A nulla servono le rassicurazioni dei medici specialisti a mezzo di diagnosi negative. L’ipocondriaco tende a perpetrare questo tipo di comportamento anche di fronte a referti che ne dimostrano il perfetto stato di salute e sarà sempre e comunque pronto a negare l’evidenza dei fatti e a mantenere ben salda la propria convinzione di avere un problema più o meno grave. Spesso l’ipocondriaco tende a non riconoscere e non accettare la possibilità che all’origine del proprio problema ci sia un disturbo psicologico e conseguentemente mostra un secco rifiuto al consiglio di intraprendere un percorso di psicoterapia per arginare il problema.

Si può parlare di una diagnosi di ipocondria soltanto dopo che, a seguito di dovute analisi specialistiche con esito negativo, il medico abbia accertato la completa assenza di fondamenti organici ai sintomi che il paziente accusa. L’ipocondria è solitamente una patologia cronica, anche se con fasi più o meno acute. In alcun casi, con le cure appropriate, si sono verificati casi di totale remissione.

Il legame tra ipocondria e ansia

L’ipocondria è nota al mondo della medicina da secoli, ma è stata riconosciuta ufficialmente soltanto durante la seconda parte del 1900. Diversi studi hanno dimostrato che il disturbo da ansia di malattia è strettamente legato a patologie come ansia e depressione. Spesso l’ipocondria fa la sua prima comparsa in un momento in cui la persona è particolarmente sotto stress, ad esempio durante il decorso di una malattia o in convalescenza, quando soffre a causa della scomparsa di un famigliare o una persona cara. Spesso l’ipocondria si manifesta in correlazione a disturbi di ansia, forme di depressione o altri disturbi psicosomatici.

donna con dolore ipocondriaLa somatizzazione dell’ansia gioca spesso un ruolo chiave in questo disturbo: gli stati ansiosi, infatti, originano sensazioni dolorose diffuse che possono interessare varie parti del corpo. Il dolore, in questi casi, è reale, anche se non esiste nessuna causa organica che lo spieghi.Così, in assenza di una diagnosi per quei sintomi, l’ipocondriaco rafforza il proprio timore di essere colpito da qualche malattia grave, sottovalutata o non riconosciuta dai medici. Ansia e ipocondria finiscono così per alimentarsi reciprocamente.

L’incontro con malattie gravi, soprattutto durante l’infanzia, sia su sé stessi che in un amico o un membro della famiglia possono essere decisivi nell’insorgenza di disturbi di ansia o depressione, che possono appunto portare al manifestarsi di sintomi di ipocondria.

Secondo uno studio pubblicato sul BMJ Open l’ansia, e conseguentemente l’ipocondria, possono essere causa di malattie cardiache. Un gruppo di 7052 persone nate tra il 1953 e il 1957, dopo aver risposto ad un questionario circa la propria condizione di salute e lo stile di vita, è stato sottoposto ad una serie di analisi approfondite al fine di tracciare per ciascuno di essi un profilo preciso. Tramite un accurato sistema di valutazione sono stati isolati i casi che mostravano sintomi di ansia e di particolare apprensione nei confronti del proprio stato di salute. I dati raccolti alla fine dello studio (dopo aver raccolto i dati relativi ai ricoveri e i decessi dei partecipanti allo studio) hanno dimostrato che i soggetti ansiosi avevano un più alta percentuale di probabilità di incorrere in patologie cardiovascolari.

I sintomi dell’ipocondria

È doveroso fare una premessa: i sintomi fisici accusati da una persona affetta da ipocondria e ansia, contrariamente a quanto si possa pensare, sono reali e non immaginari. Quello che è “sbagliato” è la percezione che il paziente ha di essi. Solitamente chi soffre di disturbo da ansia di malattia non è in grado di comprendere che quelli che sta interpretando come sintomi di una grave patologia non sono altro che sensazioni, dei normalissimi piccoli cambiamenti interni al corpo umano, del tutto innocui e decisamente irrilevanti. Le persone che soffrono di questo disturbo sono solite sviluppare inconsciamente una particolare forma di attenzione, altamente focalizzata, su ogni genere di input che giunge ai loro sensi dal proprio corpo.

La percezione di tutti i piccoli movimenti spontanei e naturali del corpo, le più remote sensazioni, tutti gli impulsi che una persona perfettamente sana psicologicamente non percepirebbe nemmeno nella maniera più leggera, vengono amplificati dalla sua forma ansiosa e interpretati come sintomi di un problema organico, di una malattia. In aggiunta a ciò, la “capacità” di captare queste lievissime sensazioni e la loro sbagliata interpretazione in chiave negativa porta la persona ipocondriaca ad accentuare ancora di più la propria attenzione sui segnali che riceve dal suo corpo, come se fosse costantemente alla ricerca del “sintomo nascosto”.

Il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali classifica l’ipocondria come un disturbo da sintomi somatici. Per essere diagnosticato come tale devono verificarsi alcune condizioni specifiche:

  • la preoccupazione per la malattia è presente da almeno 6 mesi;
  • il paziente deve mostrare una costante preoccupazione di avere o di poter contrarre una malattia;
  • I sintomi somatici non si manifestano realmente o se esistono, si dimostrano essere solo di intensità trascurabile.
  • Nel caso in cui sia davvero presente un’altra condizione medica oppure per qualsivoglia ragione c’è un concreto rischio di svilupparla, il paziente mostra un livello di preoccupazione decisamente eccessivo e sovradimensionato;
  • l’individuo si allarma molto facilmente in relazione al proprio stato di salute e presenta un elevato livello di ansia riguardante la salute;
  • L’individuo mette in atto comportamenti eccessivi e immotivati relativamente alla propria salute, per esempio controllando ripetutamente il proprio corpo in cerca di segnali di una ipotetica malattia.
  • Il paziente mette in atto un evitamento disadattivo, per esempio evitando di sottoporsi a visite mediche e di recarsi negli ospedali;
  • La preoccupazione per la malattia non è giustificata da un altro disturbo mentale, come il disturbo psicosomatico, il disturbo di panico, il disturbo d’ansia generalizzata, il disturbo di dismorfismo corporeo, il disturbo ossessivo-compulsivo o il disturbo delirante tipo somatico.

I comportamenti dell’ipocondriaco

La persona ipocondriaca tende ad assumere atteggiamenti e comportamenti altamente dannosi per sé e in grado di danneggiare i rapporti personali con gli altri. Il disturbo da ansia di malattia porta la persona che ne è affetta a mettere sé stessa, o meglio la propria presunta condizione, sempre al centro dell’attenzione in qualunque tipo di contesto sociale. Solitamente il paziente ipocondriaco è continuamente spinto a parlare dei suoi sintomi, veri o immaginati che siano, e di quelle che ritiene possano esserne le cause. La sua presunta malattia deve essere sempre messa al centro della conversazione.

doloreNon c’è da stupirsi se un tale comportamento ossessivo da parte della persona ansiosa metta costantemente a dura prova i rapporti interpersonali con la famiglia, colleghi, amici o conoscenti che siano. Non solo: non è raro che in presenza del disturbo, anche i rapporti con i medici subiscano delle incrinature, poiché il disturbo da ansia di malattia porta a negare l’evidenza nelle diagnosi dei medici. Anche di fronte a un esame chiaramente negativo che prova l’effettiva bontà del suo stato di salute, l’ipocondriaco farà di tutto per far prevalere la propria convinzione di avere qualcosa che non va.

Questo non può che portare a una perdita totale della fiducia del paziente nei medici, ma anche da parte di questi ultimi sarà lecito aspettarsi delle reazioni poco inclini alla comprensione. Ancora più grave sarà la situazione nel caso in cui l’insistenza dell’ipocondriaco spingerà il medico, anche se non giustificatamente, ad approcciare con superficialità il suo caso, rischiando di sottovalutarne la situazione anche nell’eventualità di una reale patologia.

Non è raro imbattersi in casi per i quali anche la carriera lavorativa di un individuo soggetto al disturbo da ansia di malattia viene messa a repentaglio dal suo problema psichico. L’ipocondria può essere fonte di deficit nella produttività della persona che ne è affetta. La convinzione di essere malato può spingere il paziente a prolungate e immotivate (ma non secondo il suo punto di vista) assenze dal lavoro. Quindi un altro fattore che può avere una rilevanza non trascurabile sulla vita del soggetto.

Le cause dell’ipocondria

Non ci sono ancora certezze assolute circa quelle che possono essere le reali cause dell’insorgere dell’ipocondria. Lo studio delle casistiche ha però permesso di isolare alcune di quelle che possono essere delle concause per il manifestarsi della malattia, che sono:

Malattie gravi o decessi di familiari o amici

In una situazione domestica in cui è presente un famigliare gravemente malato e bisognoso di cure, un bambino può interpretare che l’amore e le attenzioni siano strettamente connesse alla malattia. Crescendo il bambino può inconsciamente sviluppare la convinzione che per meritare amore e attenzioni sia necessario essere malati, idea che può restare ben salda anche una volta raggiunta l’età adulta. Oltre a ciò, anche la perdita di un famigliare o un caro amico può essere la miccia che fa scattare in una persona paure e una preoccupazione per la propria salute che diventa ipocondria ossessiva.

Abusi fisici o sessuali

Essere vittima o spettatore di un episodio di violenza fisica o sessuale, in particolar modo durante l’infanzia, può insinuare nella propria mente un grande senso di debolezza e fragilità fisica. Questa percezione di sé fa sì che vi sia una particolare attenzione a ogni manifestazione fisica che potrebbe essere ritenuta dal paziente un campanello d’allarme per minacce come malattie, infezioni, disturbi invalidanti.

Google Syndrome

I motori di ricerca possono contribuire nello sviluppo di ipocondria. Una persona che prova una sensazione insolita relativamente a proprio corpo, se ne ricerca il significato online può scoprire, erroneamente, che si tratta di un sintomo collegato a una grave malattia. È ovvio che non è possibile fare della autodiagnosi via internet, ma questo concetto spesso viene ignorato dalle persone e sopraffatto dall’ansia di malattia.

Difficoltà nell’esprimere le proprie emozioni

Alcune persone incontrano serie difficoltà nell’esprimere le proprie emozioni. Ciò potrebbe essere dovuto al modo in cui sono stati cresciuti, a una semplice timidezza o a esperienze traumatiche vissute nel loro passato. Talvolta può insorgere la convinzione che l’unico modo per mantenere un legame emotivo con altre persone sia suscitare in loro una preoccupazione riguardo a propri ipotetici problemi di salute. Spesso si tratta di un comportamento inconscio dovuto alla convinzione di potersi sentire meglio solo avendo attorno persone preoccupate per il proprio stato di salute.

La presenza di un genitore ipocondriaco o eccessivamente protettivo

Essere cresciuti da un genitore ipocondriaco può essere a sua volta causa di ipocondria. Un bambino è per natura predisposto ad imparare osservando i comportamenti di chi lo cresce. Un bambino cresciuto da un ipocondriaco potrebbe assumere la convinzione che lo stato della propria salute debba essere costantemente messo in discussione.

La cura per l’ipocondria e per i disturbi di somatizzazione

Tra le più indicate strade percorribili per il trattamento dell’ipocondria, dell’ansia e dei sintomi psicosomatici c’è la psicoterapia cognitivo comportamentale, una terapia in grado in primo luogo di aiutare il paziente nella gestione dell’ansia. Dovranno essere individuate quali sono le cause alla base dell’ansia oltre che i fattori scatenanti dell’eccessiva percezione delle sensazioni erroneamente interpretate come sintomi di una patologia.

Tramite la psicoterapia cognitivo comportamentale è possibile correggere i processi mentali del paziente che portano alla sbagliata interpretazione delle sensazioni fisiologiche, fonti dell’ansia. È possibile indurre nel paziente una maggiore consapevolezza degli stimoli percepiti, cercando di farli apparire per quello che realmente sono, cioè innocui.

La psicoterapia cognitivo comportamentale può essere, a seconda dei casi e di quanto riterrà il medico, supportata da una terapia farmacologica. Per un ipocondriaco, una terapia psicologica è l’unica strada per riuscire a combattere l’ansia e sconfiggere i pensieri ossessivi relativi alla malattia.

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