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Per spiegare che cos’è che provoca l’ansia, quali sono i fattori che la scatenano, è necessario innanzitutto cercare di capire che cos’è. Sembra scontato, ma nella realtà dei fatti non è così: spesso l’ansia viene sottovalutata e non riconosciuta come reale patologia.

L’ansia e i disturbi ad essa connessi sono piuttosto diffusi nella popolazione mondiale e molte volte capita, anche all’interno delle normali conversazioni tra amici, colleghi o in famiglia, di parlare di questi argomenti facendo però un uso sbagliato, o quantomeno confuso, della terminologia che si lega ai disturbi ansiosi.

Nel linguaggio comune si tende infatti a confondere l’ansia con la paura oppure con la preoccupazione. Si tratta di tre componenti normali della macchina umana che, seppur accomunati da alcuni aspetti, sono totalmente differenti. Diversi sia per quanto riguarda le cause, sia per quanto riguardo gli effetti, la durata e le metodologie di percorsi da affrontare per liberarsene.

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Cos’è l’ansia?

ansia e disperazioneL’ansia è una componente naturalmente presente all’interno del corpo umano fin dal momento della nascita. È bene ricordare che l’ansia non è affatto un problema caratteriale o mentale delle persone. L’ansia è una componente dell’organismo umano assolutamente necessaria al fine della sopravvivenza della persona.

È un meccanismo di difesa che interviene quando una persona si trova a dover fronteggiare una situazione di pericolo. L’ansia, in questi casi, fa sì che il corpo sia fisicamente pronto a mettersi in salvo nel caso si presentasse una minaccia. È una reazione che scatta istintivamente e che determina diversi cambiamenti nel corpo, che ci fanno percepire la situazione in maniera differente. Differente ma non necessariamente più positiva.

Quando, grazie alle nostre capacità di percezione involontarie, il nostro cervello capisce che ci troviamo di fronte a un possibile pericolo, istintivamente mette in atto una serie di meccanismi che, per come è stato concepito l’essere umano alla sua origine, dovrebbero metterci in condizione di guadagnarci la salvezza.

Meccanismi del tutto fisici, dei veri e propri cambiamenti dell’impostazione del corpo per consentirci di affrontare una situazione che esula dalla normalità. Sono variazioni straordinarie dello stato generale del corpo al quale non siamo abituati e che cogliendoci impreparati, ci fanno sentire male, nell’accezione più comune del termine.

Sebbene i processi evolutivi che l’uomo ha affrontato a partire dalla sua comparsa sulla Terra fino a oggi siano stati molti, i modi con cui istintivamente il nostro corpo si prepara a reagire al pericolo non sono poi cambiati di molto. Soprattutto non abbiamo sviluppato la capacità di discernere il pericolo concreto da quello aleatorio, immateriale. Ed è forse questo il fattore che incide di più sui problemi dettati dall’ansia.

Il meccanismo di difesa che scatta in presenza di pericolo è detto anche reazione di attacco o fuga. Fondamentalmente si riferisce ad un’ipotetica situazione in cui una persona, trovandosi di fronte ad una minaccia, possa essa essere un evento naturale come una frana o un terremoto, oppure l’attacco da parte di un animale o di un’altra persona, deve scegliere se fuggire per mettersi in salvo oppure affrontare la minaccia e combatterla al fine di avere la meglio.

In base ai principi di funzionamento del meccanismo di attacco e fuga quindi, quando sopraggiunge il pericolo, reale o meno che sia, inconsciamente mettiamo in atto tutta una serie di reazioni che alterano il nostro equilibrio fisico e mentale.

Alcuni esempi di queste reazioni sono:
• cambia la gestione del flusso ematico nel corpo: ipotizzando di dover fuggire da qualcosa il nostro cervello cerca di ottimizzare le funzioni del nostro corpo e di conseguenza sospende tutte le funzioni vitali non indispensabili alla fuga che ruberebbero energia utile allo scopo.
Il flusso del sangue viene limitato ad esempio negli strati più esterni della pelle per irrorare maggiormente i muscoli.
• I muscoli si contraggono per essere pronti a scattare.
• Le funzioni digestive si interrompono perché in questo momento non sono necessarie.
• Lo stesso processo coinvolge il sistema immunitario.
• La frequenza cardiaca aumenta così come la sudorazione e aumenta anche l’intensità della respirazione.
• Le pupille si dilatano per sensibilizzare la vista.

Va da sé che tutte queste reazioni, per come sono state concepite da madre natura, sono utili e funzionali nel momento in cui ci troviamo di fronte ad una minaccia concreta e materiale. Un esempio che si può adattare ai giorni nostri, in un ambiente urbano, potrebbe essere la necessità di un pedone di mettersi in salvo da un’automobile fuori controllo che punta direttamente verso di lui.

Ma se il pericolo che viene individuato dal nostro cervello non è materiale, come l’esempio appena esposto, ma piuttosto è una situazione che ci provoca un disagio emotivo ad essere interpretata come minaccia, cosa succederebbe? Beh le reazioni che si innescano sarebbero praticamente le stesse, a cambiare sarebbe l’intero contesto e tutto ciò che ne deriva.

Quand’è che l’ansia diventa un problema?

Già, perché in base a quanto descritto fin qui potrebbe sembrare che l’ansia sia tutto fuorché una cosa negativa. Ma proviamo a immaginare le sensazioni corporee che le reazioni elencate più su possono far provare, saranno anche utili per salvarci la vita quando siamo in pericolo ma di certo non possiamo in assoluto dire che in quei momenti ci sentiamo al meglio delle nostre capacità.

Bene, immaginiamo ora che il meccanismo reattivo dell’ansia si inneschi automaticamente anche in quei momenti in cui non esiste alcun pericolo reale ma ci troviamo a vivere un momento qualsiasi della nostra vita.

panicoPossiamo sentirci fisicamente debilitati per via della tensione muscolare, con il cuore che batte all’impazzata e a ritmo irregolare, in affanno con la sensazione che ci manchi l’aria, con attacchi improvvisi di caldo o una sudorazione fredda senza controllo. Nei casi peggiori tutto questo può intensificarsi e portare ad avere attacchi di panico.

In questo caso, se ci capita di frequente di trovarci in situazioni di questo tipo, probabilmente significa che siamo affetti da disturbo d’ansia.

La crisi d’ansia può sopraggiungere in qualunque momento della giornata, anche se solitamente c’è sempre un evento scatenante alla base. Alcune persone sono solite subire gli effetti dell’ansia già la mattina al risveglio o nei momenti immediatamente successivi per esempio. Altri invece possono trovarsi sopraffatti nel momento in cui devono affrontare un particolare evento o addirittura anche prima, il solo pensiero di dover affrontare la situazione crea il disturbo.
Ma tutto questo perché?

Quali sono le cause dell’ansia?

Non è facile, e in alcuni casi nemmeno possibile, riuscire a capire con certezza quali siano le cause scatenanti del disturbo d’ansia. Quello che però la scienza medica è riuscita a scoprire in anni di studi è che esistono diversi fattori che possono fungere, insieme o in separata sede, da carburante per l’insorgere del disturbo d’ansia. Le cause che ad oggi sono state individuate come certe e quindi isolate sono:

• predisposizione genetica ereditaria
• predisposizione comportamentale
• fattori ambientali
• esperienze personali
• paure e fobie
• preoccupazioni eccessive.

Fattori genetici-ereditari: studi medico scientifici hanno dimostrato che se una persona viene cresciuta da genitori (uno o entrambi) affetti da disturbo d’ansia, la probabilità che essa stessa crescendo manifesti il medesimo disturbo è molto elevata.

Fattori comportamentali: per una parte il nostro carattere è innato, cioè naturalmente siamo portati ad adottare determinati comportamenti senza che vi sia all’origine una oggettiva volontà. Sono dei veri e propri tratti distintivi che, in maniera diversa l’uno dall’altro, sono presenti in noi tutti. Perciò in alcuni casi, ad esempio nelle persone naturalmente timide ed introverse, il disturbo d’ansia può essere una componente latente presente già dalla nascita che tenderà a uscire e palesarsi con l’aumentare dell’età e delle esperienze.

Fattori ambientali: oltre che per una questione genetica, come detto nel punto più sopra, anche l’imprinting caratteriale, il modello di atteggiamento che dal genitore viene impartito al figlio, può essere visto come l’unico comportamento corretto da imitare.

Esperienze personali: solitamente sotto questo aspetto ci si muove nel territorio dei traumi, infantili o meno. Può succedere che un’esperienza negativa subita in tenera età condizioni per tutta la restante parte la vita di una persona. Ma non solo, anche un trauma vissuto in età adulta può far emergere un disturbo anche in chi prima di quel momento non lo aveva mai accusato. In questi casi, una volta subito l’evento traumatico, l’ansia per la possibilità che lo stesso si possa verificare di nuovo può raggiungere livelli davvero alti.

Paure e fobie: a volte può capitare che l’ansia insorga in risposta ad alcune paure che ci assalgono. Paure che possono essere razionali o no, questo non incide sullo scatenarsi dell’ansia. Tuttavia se già siamo esposti per predisposizione al rischio di ansia, il contatto frequente con paure e fobie può scatenare il disturbo.

Preoccupazioni: per alcuni di noi la gestione delle proprie emozioni può risultare un processo difficile. Può capitare che facciamo un’estrema fatica a mantenerci sereni perché istintivamente siamo portati a perseverare in rimuginazioni incessanti per lunghi periodi di tempo. Questi pensieri sono interrogativi, solitamente in chiave negativa, sull’esistenza propria e dei propri cari in generale. Nel linguaggio comune li chiamiamo preoccupazioni e la loro permanenza nelle nostre menti può essere causa di disturbi d’ansia.

Tralasciando le prime tre voci di questo elenco, se analizziamo le successive possiamo dedurre che sono fattori che possono potenzialmente essere in qualche modo legati l’un l’altro.

bambino tristeRiflettendo sulle dinamiche delle nostre vite è possibile ipotizzare che preoccupazioni e paure possono essere direttamente dipendenti dalle esperienze personali che nel corso della nostra esistenza viviamo.
Essere coinvolti in prima persona in un evento traumatico oppure assistervi, magari quando coinvolge un amico, un conoscente o un parente può avere dei riscontri fortemente negativi sulla nostra psiche oltre che, se prendiamo come riferimento il primo caso, sul corpo.

Durante il corso della nostra vita veniamo esposti, volenti o no, ad una moltitudine di paure, reazioni che possono crescere a dismisura tanto da perderne il controllo. Il disturbo d’ansia in alcuni casi può sopraggiungere in reazione alla manifestazione di una o più di queste paure.

Non importa che abbiano un fondamento razionale o no: in presenza di fattori di rischio o di caratteristiche che rendono la persona soggetta a sviluppare l’ansia, se le paure o le preoccupazioni non si risolvono in breve tempo possono radicarsi e dare origine alle manifestazioni del disturbo d’ansia.

La stessa associazione può benissimo essere trasportata nei confronti delle preoccupazioni. Anche in questo caso, fondate o meno che siano, quando crescono e si accumulano, si accumulano e si accumulano di nuovo la nostra mente reagisce come un palloncino: quando lo riempiamo con troppa aria esplode. Stessa cosa succede con la nostra psiche, quando la mente non riesce più a contenere i pensieri e le preoccupazioni essi trovano sfogo seguendo un’altra via: il disturbo d’ansia o peggio l’attacco di panico.

Quali sono le paure più significative per l’ansia?

Sono stati isolati alcuni casi ricorrenti di paure specifiche palesate da persone affette da disturbo d’ansia, ed è stato dimostrato di conseguenza che provare sensazioni di questo tipo favorisce l’insorgenza del disturbo ansioso.

Paura di morire: una paura che rientra nella categoria delle irrazionali e prive di fondamento. Una paura che, è facile intuirlo, può cominciare a manifestarsi con l’adolescenza, quando il ragazzo è abbastanza cresciuto da aver acquisito la consapevolezza che la morte è una costante nella vita di tutti noi. Può fare la sua comparsa in concomitanza con un lutto in famiglia per esempio.

Paura di restare soli: avere paura di restare soli può condizionarci pesantemente fino a farci piombare in stati depressivi. Questa paura può crescere in presenza di attacchi di panico: la persona che ne sperimenta uno può temere di ritrovarsi in solitudine a doverne affrontare altri all’improvviso. Alla fonte di questa paura c’è con tutta probabilità una forte insicurezza di base.

Ci fa sentire costantemente la necessità di avere sempre qualcuno accanto, sia tra le mura domestiche che al di fuori. Può cominciare con un episodio insignificante accaduto in tenerà età, magari quando il genitore con cui si era si è normalmente allontanato per un istante, niente di strano, ma da bambini possiamo interpretare l’accaduto inconsciamente come un abbandono.

fobia socialeFobia sociale: o paura di affrontare situazioni di coinvolgimento sociale, quando dobbiamo tenere un discorso in pubblico o sostenere un esame. Ma anche questa può di nuovo essere ricondotta ad una insicurezza di base che fa sopraggiungere il timore di sentirsi osservati e giudicati, ci fa sentire profondamente a disagio. Non potendoci però nascondere al mondo in eterno, quando siamo costretti a mostrarci in pubblico il disagio può essere tanto forte da dare il via ad una crisi d’ansia.

Paura di perdere il controllo: in realtà questo tipo di paura piuttosto che causare la manifestazione dell’ansia ne può favorire l’intensificazione. Quando si soffre d’ansia, in particolare quando si è soggetti agli attacchi di panico, i sintomi fisici possono essere talmente intensi e debilitanti da peggiorare ancora di più il nostro livello di ansia. Quando si sperimentano questi sintomi una volta è possibile poi sviluppare la paura di non riuscire più a controllarli e di conseguenza controllare le abilità del proprio corpo.

Perché l’ansia colpisce spesso al mattino?

Abbiamo detto che in alcuni casi, l’ansia può sopraggiungere già al mattino appena svegli o comunque subito dopo. Sono casi molto diffusi questi e anche qui i motivi scatenanti riconosciuti dalla medicina sono diversi e sono sostanzialmente di due tipi: fisiologici e psicologici.

Fattori fisiologici dell’ansia mattutina

Sul piano fisico il fattore cardine che causa l’avanzare dell’ansia al mattino è il ciclo circadiano, una sorta di orologio biologico che ognuno, consapevole o no, ha dentro di sé. Però per quanto è vero che tutti viviamo secondo il nostro ciclo circadiano, è altrettanto vero che non per tutti segue lo stesso ritmo. Eccoti spiegato il motivo per cui alcune persone sono più attive la sera che la mattina o perché alcuni naturalmente si svegliano presto perfettamente riposati mentre altri hanno necessità di alzarsi in tarda mattinata essendo stati attivi fino a tarda notte.

Purtroppo per loro però, queste persone rappresentano una minoranza, ragion per cui la vita sociale del mondo intero si è allineata su di uno standard temporale diverso: salvo casi particolari le giornate lavorative o scolastiche cominciano la mattina attorno alle 8 e terminano nel tardo pomeriggio. Se ci troviamo di natura inseriti nella categoria di quelle persone che sono più attive di notte piuttosto che la mattina è chiaro che la quotidianità può diventare estremamente pesante.

Pensare di abituarsi ad un ritmo diverso dal proprio naturale è molto difficile: non si tratta solo di forza di volontà, ma di una caratteristica fisiologica della persona. Questo può essere uno dei fattori che influisce sulla tendenza a manifestare l’ansia soprattutto al mattino. L’ansia mattutina può insorgere all’improvviso già nei primi secondi di veglia, oppure comparire gradualmente, mano a mano che ci si prepara ad affrontare la giornata.

L’ansia mattutina può essere una manifestazione dell’ansia anticipatoria, che spinge a immaginare scenari negativi e ad avere eccessive preoccupazioni su ciò che potrebbe accadere nel corso della giornata. Chi soffre di questo tipo di ansia tende a immaginare scenari negativi per tutte le occasioni che si prepara a dover affrontare, oppure per quelle che gli generano un maggiore senso di insicurezza.

Fattori psicologici dell’ansia mattutina

L’ansia può insorgere, come abbiamo visto in precedenza, a causa dell’ammontare di preoccupazioni, pensieri negativi o ancora situazioni di profondo disagio. Quando nella nostra vita abbiamo la certezza di trovarci a dover affrontare momenti di questo tipo, anche gli attimi antecedenti li vivremo con estrema difficoltà, con pensieri costantemente rivolti a quello che succederà, a come accadrà e come ci sentiremo in quel momento.

ragazza impauritaEcco di seguito alcuni esempi di condizioni che possono scatenare l’ansia al mattino:

• quando abbiamo la piena certezza che quella che sta per iniziare sarà una giornata particolarmente intensa ed impegnativa, nell’accezione più negativa del termine.

• Quando il risveglio avviene dopo una nottata che, per qualsiasi sia la ragione, non ci ha fornito il sufficiente riposo.

• La stanchezza, magari per un particolare progetto sul lavoro che si sta protraendo da molto tempo e ci impegna per un numero di ore giornaliere eccessivo.

• Quando viviamo in una situazione di rapporti difficili con altre persone che rientrano nella sfera della nostra quotidianità, siano essi la famiglia, il datore di lavoro, i colleghi, un insegnante o i compagni di classe.

• Quando sappiamo di avere un evento programmato per quella stessa mattina o una appuntamento per il quale non ci sentiamo pronti o che ci provoca tensione.

• Quando ad esempio sul posto di lavoro veniamo sovraccaricati di compiti e responsabilità per i quali non ci sentiamo adatti o che non riusciamo più fisicamente (riallacciandoci al fattore stanchezza di cui sopra) a portare avanti.

Come superare l’ansia

Quando l’ansia ci colpisce e ci condiziona nella vita, noi possiamo rispondere e contrattaccare. Se non si può eliminare del tutto la sua influenza su di noi, con i giusti sistemi possiamo limitarne gli effetti e gestirla efficacemente.

La psicoterapia è il primo passo da fare per cercare di individuare quale o quali, tra tutte quelle che abbiamo descritto in queste righe, è la causa scatenante del nostro disturbo. Esistono diversi tipi di psicoterapia utile a questo scopo, a seconda delle caratteristiche del vostro disturbo il medico specialista saprà indicare quale percorso è più corretto, magari in parallelo a una terapia farmacologica mirata.

Altri rimedi efficaci possono essere riconosciuti in pratiche quali l’agopuntura, a tutti gli effetti riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e molto efficace nel trattamento di alcuni sintomi particolari dell’ansia.
Come l’agopuntura anche altre discipline agiscono basandosi sulla connessione tra i nostri pensieri, la mente, e il disturbo d’ansia. Si pensi ad esempio allo yoga o al training autogeno, pratiche che molto efficacemente agiscono da un lato rilassando e stendendo i muscoli e dall’altro anche la mente stessa e le capacità ad essa connesse.

La meditazione è molto efficace per il trattamento dell’ansia, la sua azione aiuta a placare l’insorgere di paure, preoccupazioni e ossessioni, aiutando a spostare la concentrazione da questi elementi di disturbo a sé stessi.

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