Seleziona una pagina

Provi a immaginare una stanza piena di gente e subito vai in panico: questo, in poche parole, è il ritratto dell’ansia sociale. Questa particolare forma di disturbo ansioso identifica infatti una forte paura, spesso invalidante, di agire, parlare, entrare in relazione con le persone, per non venire giudicati negativamente, derisi o umiliati.

Non importa che vi sia una folla o una sola persona: la fobia sociale può manifestarsi in qualsiasi situazione richieda una interazione, generando sensazioni negative così forti da far sì che la persona colpita modifichi i propri comportamenti, fino ad evitare del tutto di interagire con altri individui.

Le persone soggette ad ansia sociale, o sociofobia, temono di sentirsi esposte, anche in situazioni molto comuni: mangiare in pubblico, parlare davanti a più persone, entrare in una stanza dove sono già presenti molte altre persone. A peggiorare la situazione vi è il fatto che chi soffre di ansia sociale è consapevole di divenire ansioso e vive con disagio e imbarazzo la comparsa dei sintomi dell’ansia, poiché evidente anche gli occhi di chi lo circonda. Così, l’ansia nutre se stessa, crescendo mano a mano che ci si rende conto di apparire ansiosi.

L’ansia sociale viene definita semplice quando legata a una sola tipologia di situazione o comunque a un gruppo di situazioni circoscritte, come ad esempio parlare in pubblico, mentre si parla di disturbo d’ansia sociale generalizzata quando ogni tipo di interazione scatena la crisi ansiosa.

Le cause dell’ansia sociale

L’ansia sociale può insorgere in modo lento e graduale, oppure in seguito a un evento traumatico. Va tenuto presente che la sociofobia fa la sua comparsa prevalentemente in una fascia d’età molto giovane: nella maggior parte dei casi i primi episodi si manifestano tra gli 8 e i 15 anni. Solitamente, in questa fascia d’età la fobia sociale tende a generare crisi d’ansia circoscritte a specifiche situazioni, mentre con l’avanzare dell’età può diventare più pervasiva e interessare tutte le occasioni di socializzazione.

Per questa ragione è importante diagnosticare il disturbo fin dai suoi primi anni di comparsa, al fine di intervenire in modo efficace con una terapia ad hoc, evitando così il radicalizzarsi dell’ansia e aiutando il ragazzo a sviluppare le risorse utili a vivere la propria socialità in modo sereno.

Le principali cause scatenanti sono riconducibili a tre tipologie principali, che possono coesistere.

microfono parlare in pubblicoTemperamento: per fattori genetici e per modelli comportamentali, si può mostrare fino in tenera età tratti di personalità introversi, con timidezza e un certo timore nell’esplorare il mondo. Questa tendenza è frutto di un mix di concause: da una parte il temperamento innato, dall’altra i condizionamenti sociali familiari. Se, ad esempio, si hanno genitori soggetti ad ansia sociale, si avranno maggiori possibilità di sviluppare a propria volta questa fobia.

Cause ambientali: non solo il carattere dei genitori può essere influente, ma anche il loro stile educativo. Le persone con ansia sociale spesso descrivono la propria famiglia d’origine come chiusa, con rare relazioni sociali, molto sensibili alla vergogna e al giudizio del prossimo.

Esperienze passate: la fobia sociale può insorgere in seguito a esperienze umilianti protratte nel tempo, vessazioni, rifiuti, derisioni pubbliche e atti di bullismo che minano l’autostima e rafforzano il timore di non essere accettati. In generale, relazioni sociali negative sono un forte stimolo alla comparsa dell’ansia sociale, che appare giustificata dalle esperienze vissute in passato. La scarsa autostima si lega a un senso di inadeguatezza e disagio che rende difficile instaurare relazioni in modo sereno: questo processo, a sua volta, rafforza la fobia sociale e la percezione che interagire con il prossimo possa rivelarsi un’esperienza negativa.

Sintomi dell’ansia o fobia sociale

L’ansia sociale è caratterizzata da alcuni sintomi psicologici e alcuni sintomi fisici che si manifestano nel momento in cui ti trovi ad affrontare una situazione che prevede relazioni interpersonali, nella quale ti senti in difficoltà.

I sintomi fisici sono:

  • aumento del battito cardiaco
  • rossore improvviso in viso
  • sudorazione improvvisa ed eccessiva
  • difficoltà a deglutire e sensazione di bocca e gola secca
  • contrazioni muscolari
  • tremori
  • disturbi gastrointestinali.

I sintomi psicologici che portano alla diagnosi del disturbo d’ansia sociale sono:

  • Paura molto intensa e agitazione in situazioni in cui sei esposto al giudizio degli altri tramite l’interazione sociale
  • timore anticipato di mostrare segni d’ansia, che possono venire giudicati negativamente dalle persone, timore di trovarsi in situazioni umilianti e imbarazzanti
  • la paura e l’ansia sono sproporzionate rispetto al reale “pericolo” della situazione sociale da affrontare
  • ansia e paura persistono per almeno sei mesi e sono tali da alterare negativamente le interazioni sociali.

Questi sintomi, se la patologia non viene debitamente affrontata, possono dare origine a un disturbo ancora più invalidante, ovvero il disturbo evitante di personalità.

Il disturbo evitante di personalità

ragazza isolata in casaIl disturbo evitante di personalità si sviluppa di frequente a partire da una sociofobia mai superata, che continua ad acuirsi nel tempo. Si tratta di una patologia fortemente invalidante, che spinge le persone a evitare tutte le situazioni che possono provocare loro disagio.

Chi soffre di disturbo evitante di personalità limita le uscite in pubblico o smette completamente di uscire di casa e di avere relazioni sociali: vive la vita come uno spettatore passivo, troppo spaventato per affrontare il mondo. L’ansia e la paura delle persone appaiono come troppo forti per poter essere affrontate.

Il disturbo evitante di personalità spinge chi ne è affetto a costruirsi una routine nella quale non trovano spazio le novità, poiché ogni situazione imprevista può generare un senso di inadeguatezza, il timore di non essere all’altezza o di non essere abbastanza, di fallire o venire rifiutati. Al contrario delle persone depresse, le persone colpite da disturbo evitante di personalità ricercano emozioni e sensazioni positive, ma per viverle si rifugiano in interessi e passioni in solitaria, spesso svolte all’interno della propria casa.

L’ansia sociale nei bambini e in adolescenza

Come visto, l’ansia sociale si manifesta per la prima volta in età evolutiva: i bambini e gli adolescenti sono più soggetti a mostrare i segni della fobia sociale che, se non curata, potrà continuare a persistere anche in età adulta, talvolta divenendo più invalidante. Non bisogna confondere un bambino semplicemente timido con un bambino affetto da sociofobia: capita, infatti, che durante la vita vi siano periodi di maggiore difficoltà ad affrontare situazioni nuove o sociali, ma l’ansia generata da questi episodi si risolve in modo naturale mano a mano che il bambino o l’adolescente familiarizzano con i cambiamenti da affrontare.

Se una certa dose d’ansia è caratteristica dell’età evolutiva, si parla di disturbo d’ansia sociale quando essa è persistente, ovvero duratura nel tempo, ed è tale da impedire al bambino o al ragazzo di affrontare le situazioni sociali che lo mettono a disagio, portandolo a chiudersi in se stesso ed evitare le interazioni con i coetanei o con gli adulti.

Mentre i sintomi fisici e le situazioni che generano le crisi d’ansia sono molto simili in adulti, adolescenti e bambini, quest’ultimi possono presentare reazioni differenti dettate dal contesto sociale e ambientale nel quale si trovano e alle minori capacità cognitive rispetto a quelle degli adulti.

Così, i bambini possono manifestare la propria fobia sociale con pianti, scoppi d’ira, rifiuto a parlare, comportamenti oppositivi e talvolta violenti, per evitare di dover affrontare la situazione temuta. Proprio come negli adulti, il disturbo diviene invalidante: il bambino può lamentare dolori come mal di pancia e mal di testa e cercare di evitare di recarsi a scuola, proprio per non dover affrontare le interazioni con gli adulti e i coetanei presenti.

Anche la prima adolescenza è un momento cruciale nel quale il ragazzo affronta importanti cambiamenti e sperimenta la propria individualità: questo contesto può generare l’insorgenza del disturbo d’ansia sociale, che se non trattato adeguatamente difficilmente avrà una remissione spontanea.

La fobia sociale può così compromettere la capacità di creare rapporti personali positivi e, se non si interviene per la risoluzione della patologia, questa difficoltà viene protratta anche in età adulta. Inoltre, la sociofobia non curata può degenerare in altri disturbi: uno studio del 2001 ha dimostrato che chi soffre di ansia sociale ha maggiori rischi di sviluppare la depressione.

Ansia sociale e lavoro

Uno degli ambiti in cui l’ansia sociale può avere ricadute più negative è quello professionale: l’ansia sociale può manifestarsi in relazione all’ambiente lavorativo e compromettere la propria produttività, soprattutto quando la mansione svolta richiede il contatto con il pubblico o di tessere molte relazioni.

ansia sociale sul posto di lavoroQuando l’ansia è tale da generare agitazione alla sola idea di recarsi al lavoro o di affrontare la quotidianità sul posto di lavoro, è importante riconoscere il problema e intervenire con una terapia adeguata: si può guarire dalla fobia sociale e la vita quotidiana può diventare più serena. Inoltre, esistono dei piccoli accorgimenti che puoi mettere in atto sin da subito per cercare di ridurre gli effetti dell’ansia sociale sul lavoro. Ad esempio, puoi iniziare a interagire con un collega alla volta o un piccolo gruppo di colleghi, instaurando relazioni che ti consentano di espandere la tua zona di comfort.

In questo modo, gradualmente potrà divenire più semplice affrontare anche l’interazione con nuove persone o con gruppi di persone più numerosi. Un altro metodo efficace (che ovviamente non si sostituisce in toto a un’adeguata terapia) è la presa di coscienza dei propri pensieri negativi e distruttivi. Se soffri di ansia sociale, probabilmente in occasione delle situazioni che la scatenano ti ritrovi a pensare cose come: “Ecco, sto sembrando uno stupido! Sono pessimo nei rapporti personali, staranno tutti pensando male di me. Ho detto / fatto una cosa veramente stupida, tutti mi giudicheranno”.

Sforzati di ricordare che in questi momenti è l’ansia a parlare e cerca di trasformare questi pensieri negativi in pensieri positivi, di sostegno e incoraggiamento, come: “Sto facendo del mio meglio per migliorare nelle interazioni interpersonali / La maggior parte delle persone qui dentro non sta affatto pensando male di me / I miei sintomi non vengono giudicati così male dalle altre persone”.

I rimedi per l’ansia sociale

Oltre ai piccoli rimedi già citati per contrastare l’ansia sociale, è fondamentale ricorrere a un’adeguata terapia che possa aiutare a individuare tutti i meccanismi inconsci che si mettono in atto quando si presenta una crisi d’ansia sociale e a costruire degli schemi di pensiero e comportamentali differenti. L’idea di affrontare una terapia e di aprirsi con un professionista può naturalmente spaventare chi soffre di ansia sociale: va ricordato, però, che un terapeuta conosce bene il disturbo e le modalità attraverso le quali riuscire a costruire una relazione positiva con il paziente.

Ansia sociale e rimedi naturali

Si sente spesso parlare di rimedi naturali per contrastare l’ansia, ma è importante fare alcune precisazioni. Con questa definizione si possono intendere rimedi che non richiedono l’uso di farmaci: tra questi, ad esempio, spesso viene indicata l’agopuntura, che però è a tutti gli effetti una disciplina riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. I suoi benefici sono stati infatti comprovati ed è risultata un metodo efficace come supporto alla psicoterapia per la cura dell’ansia.

Altri rimedi, invece, godono in questi anni di particolare popolarità ma non esistono prove a sostegno della loro utilità: è il caso dei rimedi omeopatici a base di erbe, i quali possono avere un effetto calmante al pari di una tazza di camomilla, ovvero un effetto estremamente blando, estremamente soggettivo e in ogni caso del tutto inadatto a mitigare i sintomi di una crisi d’ansia, né ad avere una qualsivoglia influenza sui sintomi. Per alcuni di questi, anzi, l’inefficacia è stata dimostrata senza ombra di dubbio: è il caso dei fiori di Bach, riguardo ai quali è stato provato che non esistono effetti positivi scientificamente riconosciuti.

Cure e terapie per la fobia sociale

Tra le terapie più accreditate per sconfiggere l’ansia sociale vi è la terapia cognitivo comportamentale, la quale si basa sull’individuazione delle credenze errate e dei processi mentali che portano allo stato ansioso, per costruire dei modelli di pensiero e comportamentali positivi in loro sostituzione. La terapia cognitivo comportamentale favorisce il controllo dei sintomi dell’ansia e l’assunzione di comportamenti che aiutano a vivere meglio le situazioni sociali, creando così delle conferme positive che, a loro volta, permettono di attenuare il timore di rivivere esperienze negative.

Si tratta di una forma di terapia che può prevedere diverse tecniche, come la scrittura, per rendere consci i processi che si instaurano durante la crisi d’ansia e per mettere a fuoco le proprie paure e le loro cause scatenanti, andando a ridimensionarle. La terapia prevede quindi un percorso di esposizione graduale alle situazioni sociali, aumentando la sicurezza del paziente e la sua consapevolezza delle proprie abilità relazionali.

Scopri come combattere e superare la tua ansia con un test da meno di 3 minuti

Scopri come combattere e superare la tua ansia con un test da meno di 3 minuti