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Il Disturbo Depressivo Maggiore, detto anche MDD (dall’inglese Major Depressive Disorder), depressione clinica, depressione maggiore, depressione endogena, depressione unipolare o ancora depressione ricorrente, è una patologia psicologica caratterizzata da un abbassamento drastico del livello dell’umore con annesso un calo dell’autostima e dalla presenza di anedonia (perdita di interesse nello svolgimento di attività di norma piacevoli).

Il Disturbo Depressivo Maggiore è una malattia debilitante che influisce negativamente sullo stato psico-fisico della persona, causando alterazioni nelle abitudini alimentari e del sonno. Le conseguenze di tali alterazioni, frequentemente, ricadono anche sulla sfera affettiva famigliare, sul lavoro o sullo studio.

Mediamente il Disturbo Depressivo Maggiore si manifesta tra i 20 e i 30 anni d’età e mostra il suo picco massimo tra i 30 e i 40 anni. Normalmente la persona viene trattata con una terapia farmacologica a base di antidepressivi supportata da un percorso di psicoterapia. Nei casi più gravi, in cui la forte depressione spinge all’autoabbandono, o sono evidenti i rischi di recare danno a sé stessi o ad altri, si ricorre all’ospedalizzazione della persona.

Il decorso della malattia varia anche drasticamente da caso a caso: esistono casi di episodi depressivi isolati, altri in cui il disturbo persiste per alcune settimane o addirittura persone che per tutta la vita sperimentano ricorrenti ricadute.

Le cause del Disturbo Depressivo Maggiore possono dipendere in ugual misura da diversi fattori, siano essi psicologici, psicosociali, ambientali, biologici, anche ereditari.